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12 MESI DI SGUARDI DIVERSI PER RI- FIORIRE
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12 MESI DI SGUARDI DIVERSI PER RI- FIORIRE
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SPUNTI PER LA RIFLESSIONE
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Essere una star non fa sempre piacere. Ce lo ricorda il Bindi nella poesia “COME UNA STAR”.
Questo tipo di stupore è lo stesso di cui parla spesso Claudio Arrigoni, giornalista della Gazzetta dello Sport, che ha raccontato tante Paralimpiadi contribuendo a cambiare il punto di vista di chi osserva.
La disabilità può suscitare, soprattutto come primo impatto, una meraviglia fatta di turbamento. Basta fare un passo avanti, avvicinarsi un po’, per andare oltre.
Uno dei più bei traguardi raggiunti in questi ultimi anni è l’aver iniziato a guardare la diversità e la disabilità con occhi diversi, senza veli di pudore e pietismo.
Merito anche del processo di integrazione scolastica, della presenza nelle classi di bambini e ragazzi disabili.
Merito di genitori, di insegnanti ed educatori, di giornalisti.
Merito di fratelli e sorelle, di compagni di scuola e di vita.
Claudio Arrigoni scrive di atleti ciechi, senza gambe e braccia: “Poi però la ragazza non vedente che fila come un missile nella vasca, dritta. Poi però il ciclista che gli manca mezza parte del corpo, e sta in equilibrio, pedala”.
Lo stupore, allora, diventa meraviglia per i risultati raggiunti nonostante tutto. Assunta Legnante il 4 ottobre, per la sesta volta, è diventata campionessa mondiale paralimpica nel lancio del peso: ha perso la vista e ha continuato a vincere gettando quel peso oltre ogni ostacolo.
Stupisce e diverte la mostra Design and Disability, in programma al Victoria & Albert Museum di Londra fino al 15 febbraio. Gli oggetti e le testimonianze raccolti mostrano il modo in cui le persone disabili hanno utilizzato la loro esperienza per trovare soluzioni creative alle sfide quotidiane e per godere con spensieratezza della vita.
Victoria & Albert Museum, London
DESIGN AND DISABILITY: EXHIBITION GUIDE link
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Le persone disabili non vogliono essere invisibili, vogliono essere viste per quello che sono. La battaglia contro l’indifferenza e il pietismo è quella che vincono ogni giorno i genitori quando portano i figli a scuola immaginando il loro futuro, li accompagnano a fare sport, li salutano felici se partono, li guardano orgogliosi andare a vivere da soli.
Lo stupore bello è quello che accoglie tutte le diversità con un sorriso, è la meraviglia di puntare dritti verso il proprio traguardo, la bellezza di essere capiti quando si pensava di essere troppo diversi.
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IL DIARIO DELLA MAESTRA IVANA
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STUPORE
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Stupore
Finché l’alba non torna
a disperdere sogni e pensieri
in un letto di nebbia
e poi… stupore!
Stupore dei raggi del sole
tra le foglie dorate
che rende le cime dei monti
punte di spade lucenti.
Tiepido autunno
di dorate giornate,
canta per me alla vita
serenate d’amore
così che lei ancora mi ami
e mi doni stupore
per guardare ogni cosa
e vedere bellezza.
Non basta il cuore che batte
a dir che sei vivo,
sei vivo quando provi stupore.
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Ogni lunedì mattina cominciavamo la giornata scolastica facendo conversazione. A turno i bambini raccontavano ciò che era loro accaduto nel fine settimana e volevano condividere.
Dopo i racconti seguivano i testi scritti: disegni nei primi mesi di scuola, poi semplici pensieri, infine testi via via più articolati.
Un giorno io raccontai che, andando in montagna al mattino presto per raccogliere funghi, avevo visto in un prato tante ragnatele intrecciate ai cespugli che il sole aveva reso così luminose che sembravano decorazioni natalizie.
Che sorpresa fu per me leggere il testo di un alunno che aveva scritto esattamente quello che avevo raccontato io!
Quando chiesi spiegazioni, il bambino ridendo mi disse: -Maestra, era così bello quello che hai raccontato che mi è piaciuto scriverlo come l’avessi visto io!
Stupore elevato al cubo!
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