Con Graziella Lo Vano La parola “cannibale”

.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI 

OTTOBRE… I CINQUE SENSI DEL SILENZIO

A ottobre,  con Gonzaga d’Este (Graziella Lo Vano)  i cinque sensi del silenzio e della parola  illustrati dalla sorella ROSETTA LO VANO,  silenziosi linguaggi dell’amore sensuale. 

Gonzaga d’Este (pseudonimo di Graziella Lo Vano), Cannibale della Parola. L’intento è quello di offrire una “visione” post moderna della parola che diviene simbolo e icona di quell’arcano mistero che ricerchiamo e che qualcuno chiama poesia. Può un significante sollevarsi dal suo ruolo primordiale e incantarci con significati “altri”?… L’attenzione della raccolta “Cannibale della parola”, è rivolta alla poesia sensuale, certo non nuova e che parte dall’antica Grecia, passando dal medioevo nei versi recitati da menestrelli, quali i fabliaux. E poi, via via continuando nell’Europa tutta del Cinquecento da Pietro “L’Aretino, Rabelais, i poeti della Pléiade, fino ai nostri giorni. E in questo frammezzato e veloce excursus, meritano interesse Georges Bataille e Pierre Klossowski nel 1928… L’autrice con grande e robusta consapevolezza culturale è riuscita a tramutare queste suggestioni in arte, in poesia pura e vivissima.

Il provocatorio non è necessariamente volgarità. Ce lo dice la scrittrice Graziella lo Vano, scrittrice di “Cannibale della parola”, celandosi dietro lo pseudonimo di Gonzaga d’Este. Una raccolta di poesie erotiche, ma mai scandalose. Perché se tutti avessero percezione dell’importanza della parola, si renderebbero conto che la parola alcune volte può diventare antropofaga. E si uccide con la parola. Ci si difende. Può blandire. Ma può anche diventare dialogo, persuasione. È un modo diverso di scrivere. È un percorso che deve essere “sfogliato”, fino ad arrivare a quel “vado”, o all’unico punto”?”; e oltre il libro stesso. E la parola, espressa attraverso il sentimento, man mano che si procede nella lettura, si fa sempre più scarna. La frase si destruttura. Gli aggettivi vengono quasi aboliti. Le espressioni sono lapidarie. È volontà di aggregare anche i giovani, in questo “dialogo”. (Alessandra Pirri)

SALE 

Se mi assaggi

odoro di sale

ma il brivido

è lì

sotto la mia veste

che ha il colore

del cielo.

Lo scirocco

aleggia

sulle mie dune

ammassate

d’estate

riparo

nell’alta marea.

E tu

so che arriverai

in una notte

di luna piena

e nel silenzio

mi amerai

per sempre.

 Opera di Rosetta Lo Vano realizzata su legno con la  tecnica della pirografia 

SEL 

 

 

Si tu me goùtes

je sens de sel

mais le frisson

est là

sous mes habits

qui ont la couleur

du ciel.

Le sirocco

Souffle

sur mes dunes

réunies

d’été

je me rèfugie

dans la haute marée.

Et toi

je sais que tu arriveras

une nuit

de lune pleine

Et en silence

m’aimeras

pour toujours.

L’intento è quello di offrire una visione post-moderna della parola, che diviene simbolo e icona di quell’arcano mistero che ricerchiamo e che qualcuno chiama poesia. Qui, a volte, se si sa ricercare, la si trova, soave e magica, altera e incostante, affabulatrice e irriverente, la poesia, quella pura e spietata. Moderni graffiti che l’autrice ha raccolto con grande sensibilità. (Alessandra Pirri)

 Opera di Rosetta Lo Vano realizzata su legno con la  tecnica della pirografia 

NON VOGLIO RUBARTI L’ANIMA 

Non voglio rubarti

L’anima –

ma l’hai fatto.

E io ho incenerito

la tua assenza

sperando

nell’ultima folata.

Patetiche riflessioni

si dissolvono

ora

nell’aria.

Discorrendo

con le spire

tu sei silenzio.

Tu sei il niente.

Ma respirandoti

ancora

mi avveleno.

Per andare oltre…

GRAZIELLA LO VANO  è laureata in Scienze Politiche.

E’ docente di sociologia ed Etica in corsi di qualificazione aziendali.

In Palestina, all’Università di Betlemme ha tenuto lezioni magistrali su “Ruolo della donna nella società odierna.

Ai Convegni Internazionali AATI, svoltisi a Erice e a Enna, ha relazionato su “Emigrazione e accoglienza”, e sulla conservazione e valorizzazione culturale delle “minoranze linguistiche”.

A Jackson in Mississippi, Stati Uniti è stata invitata per relazionare sull’arte e sulla figura dell’artista Mariano Pietrini ideatore del Parco  Museo Jalari.

Collabora col “Magazine” di New York di “America Oggi” e con il settimanale “Confidenze” della casa editrice Mondadori.

Le sue opere sono state pubblicate anche in Sud America, in Argentina, oltre che in antologie, su tesi di laurea; premiata inoltre, in diversi concorsi letterari nazionali e internazionali di poesia e narrativa. Tra gli altri a Moena: 1° Premio per il racconto 26 Maggio 1915 e consegna diploma della Società Dante Alighieri di Bolzano; a Messina, A.S.A.S.: 1° Premio con il romanzo Da qui alla Merica.

Ha pubblicato tra i suoi romanzi e sillogi di poesie: “Giorno di Sole”, “Cannibale della parola” – con traduzioni in arabo, francese e inglese. Il romanzo “Da qui alla Merica”, tradotto in inglese è stato acquistato da un Agente Cinematografico. L’opera é stata inserita inoltre nella biblioteca del Museo dell’Emigrazione del “Vittoriano” a Roma.

Il romanzo La laguna taceva (storia d’amore di Luigi Rizzo con Giuseppina Marinaz), con la prefazione della Direttrice e giornalista Rai Giuseppina Paterniti, è stato recensito da critici letterari, e da giornalisti televisivi e radiofonici. Tradotto in inglese è stato presentato in diverse città italiane e all’estero, tra le quali

Milano nella sede della Regione Lombardia, Palazzo Pirelli;

Grado (GO), da parte del Comune e dell’Ass. Naz. Marinai d’Italia:

Catania a Palazzo della Cultura;

in Romania, a Bucarest, presso il Museo Filipescu-Cesianu.

Cura la regia di rappresentazioni artistiche. Fa parte di una compagnia teatrale. Dipinge.

Per la sua produzione letteraria è stata ospite nella trasmissione di Rai Uno “L’Appuntamento” di Gigi Marzullo e in quella radiofonica “L’uomo della notte” di Maurizio Costanzo che l’ha inserita, inoltre, nella raccolta antologica “Poetando”.

VENTO A TINDARI. Tindari, mite ti so/Fra larghi colli pensile sull’acque/ Delle isole dolci del dio,/oggi m’assali/ e ti chini in cuore. `{`…`}` (Salvatore Quasimodo)

ROSETTA LO VANO nasce a Messina dove trascorre la sua infanzia, oggi vive e lavora a Milazzo (Me).

Ama 1′ arte in tutte le sue forme, infatti ha recitato e partecipato a recital di poesie e Laudi del 13° secolo, ma ciò che ama di più è la pittura, passione che è nata con lei.

Inizia a dipingere giovanissima, cercando sempre nuove tecniche espressive, in particolare il calore degli olii, la pirografia su legno e la grafica.

Frequenta lo studio artistico del maestro pittore-scultore Simone Silipigni, autore delle porte in bronzo del Santuario Mariano del Tindari in provincia di Messina Consegue la maturità artistica oltre alla qualifica di grafico pubblicitario e di mediatore culturale.

Ha insegnato per diversi anni come “Esperto Esterno” in progetti scolastici nelle scuole statali.

E’ stata invitata presso istituti superiori a tenere conferenze sull’ arte e sui suoi lavori, cosi pure presso le Università di Enna Kore, Roma 3, Catania e Palermo, in collaborazione con l’Ambasciata venezuelana e con relatori universitari di diverse nazionalità.  Ha collaborato per la pubblicazione del testo letterario “Catalogazione di arredi lignei nell’ architettura sacra milazzese”, oltre che nel testo “Messina nell’ Arte da Antonello da Messina ad oggi”. E’ stata inserita in antologie e biennali d’arte.

Ha organizzato eventi culturali in istituti scolastici ed associazioni varie.

E’ stata scelta da diversi poeti e scrittori per illustrare i loro testi.

Ha partecipato a concorsi di livello nazionale riscuotendo consensi, premi e riconoscimenti a Viareggio, Roma, Temi, Viterbo, Saronno, Verona, Messina, Gela, Panarea e diverse altre città.

E’ docente all’ università della terza età Lute di Milazzo.