ABITARE IL TERRITORIO. LA STORIA E LE STORIE DELLE PERSONE E DELLE COMUNITÁ LOCALI

Originaria di Curtarolo, Marisa Peruzzo vive a Piazzola sul Brenta (PD). Attiva collaboratrice della Community di Geapolis ha già condiviso esperienze e contributi sui temi dell’autoformazione e della pedagogia del patrimonio, dell’educazione degli adulti nei contesti di apprendimento non formale e informale. Marisa Peruzzo collabora con Geapolis dal 2016.

È storia famigliare sì, per lo più, ma è Storia nel più ampio senso del termine perché Storia dal punto di vista scientifico che utilizza documenti e testimonianze; si parla di vissuti e consuetudini, di ambienti e linguaggi, di realtà e attività relative al periodo che va dalla fine del 1800 alla prima metà del 1900.
È storia locale, ambientata in un piccolo paese, Curtarolo, in provincia di Padova, che comunque, per aspetti geografici-ambientali e per caratteristiche socio-antropologiche si accomuna a contesti più ampi, quelli provinciale e regionale.
Nel testo si legge della diffusione dei soprannomi, di credenze, superstizioni, esorcismi, di pratiche paramediche, di vissuti di guerra, di attività agricole e artigianali, delle particolari attenzioni dedicate all’infanzia.
In particolare, proprio su quest’ultimo argomento l’autrice e la poetessa Daniela Babolin, entrambe ricche di una lunga esperienza accumulata in più decenni dedicati all’ insegnamento nella scuola primaria, nel corso della presentazione del libro, avvenuta il 20 Aprile 2024 presso la Libreria Moderna di Abano- Padova, si sono soffermate a considerare e porre in evidenza quanto segue.
“ Di questi tempi, a prendersi cura dell’infanzia sono, purtroppo , di frequente, i mezzi multimediali, privi di quel trasporto affettivo ed empatico profusi, un tempo, dalla narrazione delle persone di famiglia, i più ‘ grandi’, in genere gli anziani. Ricchi di un nutrito bagaglio culturale, tramandato oralmente di generazione in generazione, composto di indovinelli, filastrocche, tiritere e racconti , con dolcezza, disponibilità, pacatezza, in ravvicinato contatto fisico, anche con il mimo, genitori, nonni, zii riuscivano a incantare i più piccoli. Erano talmente abili nel saper coinvolgere che l’incanto sembrava non aver fine.
Dalla documentazione riportata nel libro si riscontrano alcune caratteristiche apprezzabili rapportabili a contenuti educativi: la presenza di un filo conduttore attraverso il quale serpeggiano la positività e la piacevole ironia , il rispetto e la solidarietà, il lieto fine che rassicura l’ascoltatore. Le filastrocche veicolano piacevolmente i primi apprendimenti : la conoscenza delle parti del corpo, l’espressione in rima. Sono tutte componenti importanti che riguardano l’aspetto educativo, da tenere in debita considerazione, in particolar modo di questi tempi. A conferma di quanto sopra citiamo l’autorevole esponente dell’importanza dello stretto contatto adulto-bambino in situazioni piacevoli, la professoressa Daniela Lucangeli* esperta di psicologia dell’apprendimento.
Sono sue affermazioni: il potere dello sguardo e della voce, come le emozioni positive aiutano i bambini ad apprendere. Insegnare con il cuore, crescere con le emozioni. ”
*Daniela Lucangeli è professoressa di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova ed esperta di psicologia dell’apprendimento.

Libreria Moderna, Abano Terme (PD) – da sinistra, Marisa PERUZZO e Daniela BABOLIN durante la presentazione del volume “Una lunga storia”
CREDO NELLA SCRITTURA …
Introduzione a cura di Marisa PERUZZO
Credo nella scrittura e da tanto tempo sentivo di doverle affidare una parte di me stessa, del mio animo, del mio sentire più profondo: l’intimo patrimonio, l’essenza del mio essere. Fin da piccola provavo un’emozione particolare quando, Il primo di Novembre, papà mi accompagnava a rendere omaggio alla tomba di nonna Elisa. Mi sentivo catturata da quell’immagine affissa alla lapide, che sorridente mi fissava; avevo la sensazione che mi volesse parlare, che desiderasse trasmettermi qualcosa…E passavo momenti Interminabili con lo sguardo fisso a quella figura che sentivo tanto cara. Non recitavo le solite orazioni, non quelle che udivo bisbigliate lì attorno, bensì le trasmettevo e ricevevo messaggi, interrogativi provenienti dal lontano remoto attraverso un filo conduttore invisibile, ma potente. Raggiunta la maggiore età ho scoperto il contenuto delle nostre intime conversazioni: l’importanza della consanguineità, del legame di sangue. Non mi veniva suggerito, io stessa sentivo il desiderio di recarmi al cospetto di quell’immagine per instaurare un dialogo Impercettibile, perché non composto da parole, bensì da pensieri e sensazioni. Lo stesso mi capita attualmente al cospetto della tomba di papà e trovo conferma nella convinzione che, anche dopo la dipartita di una persona cara, permane un legame, una notevole forza trascendentale a sostegno di chi rimane.

Libreria Moderna, Abano Terme (PD) “Una lunga storia” attraverso gli oggetti …
Presentazione del libro -sabato 20 aprile 2024
Anche se la sua immagine è indelebile nella mia memoria visiva, pur avendolo cercato con insistente tenacia e caparbietà, mi rincresce tanto di non possedere un ritratto tangibile di nonna. Eppure ricordo l’esistenza di un quadro raffigurante la coppia dei nonni paterni: Elisa e Domenico. Era appeso alla parete della cucina, un tempo appartenuta alla famiglia di nonna; con il passare degli anni, lo stesso era stato affisso al muro sovrastante la scala che conduceva alle camere da letto del primo piano della casa storica soprannominata ” Vaticano dei Gambin”. Ora, ahimè, è introvabile.
Pertanto, se già quello mi manca tanto, non permetterò di smarrire la storia delle mie radici.
Ecco, quindi, l’origine motivazionale di quanto segue.
Il desiderio di conservazione e di trasmissione storica, mi ha indotta a inserire a corredo, in allegato, tutta la documentazione in mio possesso.
A prima vista, il mio lavoro potrebbe essere considerato esclusivo, prettamente personale. In fondo lo è, ma penso a quanti potranno ritrovarsi tra le righe che seguono, tra le tracce di storia di un passato che rischiano di essere soppiantate, se addirittura già in parte non lo sono, dai nuovi mezzi tecnologici.
Credo sia indispensabile mantenere salda la convivenza tra la storia passata e il presente, ciascuna a completamento dell’ altro.
Infine esprimo un appunto sul linguaggio usato nel racconto.
Di primo acchito, istintivamente, mi sarei sentita portata a scrivere utilizzando la mia lingua madre, quella che, fin dalle prime espressioni, ho sempre usato nel mio ambiente: il dialetto padovano.
Poi, riflettendo, sono giunta alla conclusione che per conseguire lo scopo preminente della mia narrazione avrei dovuto utilizzare un linguaggio accessibile ai più, non a un limitato numero di persone in grado di avere facile accesso al dialetto locale.
Per un senso di rispetto alla mia estrazione culturale ho deciso di conservare la forma dialettale, in particolare, per I discorsi dei miei e ove il testo lo richieda.

In copertina: Life is a movie di Giovanni CASELLATO.
Opera pubblicata in occasione del Festival del cinema di Roma. Esposta per Giffoni Film Festival, Asolo Art film festival e presso Piazzola sul Brenta (PD)
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