Con Paolo Crucili paesaggi e geografie interiori

FIVE SENSES ART GALLERY – CIRCOLO DI STUDIO VIRTUALE

Con Paolo Crucili paesaggi e geografie interiori

Arrone (TR) Frazione Colle S. Angelo, 6 luglio 2022

La nostra possibilità di esprimerci, attraverso i segni, i colori, nel disegno, ci dà la possibilità di essere liberi e di immaginare orizzonti oltre il nostro quotidiano. `{`…`}` Basta solo gettare uno sguardo fuori della finestra e già siamo immersi nella luce. In fondo, possiamo dire che il quadro è una ulteriore finestra di quello che è il nostro mondo, il nostro universo esteriore ed interiore. A volte, basta veramente saper guardare e saper osservare per riuscire a cogliere immagini che la distrazione o la frenesia ci fanno ignorare del tutto. (Paolo Crucili)

Paolo Crucili  vive e lavo­ra a Colle S. Angelo, frazione del comune di Arrone (TR). Si è diplomato presso l’istituto statale d’arte di Terni, sotto la guida del Prof. Capetti e Pantaleone. Ha esposto fin dal 1983 in numerose mostre personali e collettive, fra le quali Spoleto, Viareggio, Milano, Perugia, Sarzana, Pavia, Roma, Vienna, Soriano nel Cimino e Laives.

Nel 2006 ha preso parte all’esposizione allestita a Vienna dall’ associazione artistica “Punto 9” presso l’istituto di cultura russo.

Nel 2009 ha presentato le sue opere in una personale all’enoteca “Volo di vino” a Montefiascone.

Nel 2010, insieme a Riccardo Sanna, ha esposto a Vitorchiano e Orvieto.

Nel 2012, in collaborazione con Sanna, ha esposto in una mostra a Soriano nel Cimino il cui soggetto trattava del viaggio in treno: Immagini, Scorci e vedute attraverso lo sguardo del treno.

Dal 2013 al 2015 ha esposto in diverse località del centro Italia.

Ha conseguito i seguenti premi: premio speciale pittura città di Viareggio (1986), premio speciale pittura città di Nizza (1986), premio internazionale “Benedetto Romano” sezione pittura Lecce (1997).

Nel 2012, insieme agli amici e maestri d’arte Luigi Fondi e Riccardo Sanna, per dare forma e sostanza ad una comune aspirazione e visione della funzione dell’Arte nella società contemporanea, costituiscono il gruppo d’Arte “INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO”.

In collaborazione e alla scuola del Maestro Alessio Paternesi, da dieci anni i Maestri Paolo Crucili, Luigi Fondi e Riccardo Sanna si impegnano a sostegno di un nuovo valore dell’arte e dell’artigianato, ricollegandosi, con le proprie individualità e diversità artistiche, a quei movimenti  che, nella storia dell’Arte dal Medioevo alla spiritualità dei Primitivi, hanno saputo rivalutare il “FARE ARTE” nel tentativo di ricondurlo a una schietta espressività “religiosa e formale”.

 SCUDERIE DI PALAZZO CHIGI ALBANI- SORIANO NEL CIMINO (5 GIUGNO- 3 LUGLIO 2022)- PROROGATA FINO AL 31 LUGLIO

Dopo la prima esposizione celebrativa dei dieci anni del Gruppo d’Arte “INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO”, svoltasi dal 1 maggio al 2 giugno  a Viterbo presso la Sala Anselmi, Luigi Fondi, insieme ai maestri Paolo Crucili, Riccardo Sanna e la partecipazione del Maestro Paternesi espongono alle SCUDERIE DI PALAZZO CHIGI ALBANI- SORIANO NEL CIMINO.

FOTOGRAFA L’OPERA …

Il gruppo d’Arte “INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO”, invita tutti a VISITARE, GUARDARE E FOTOGRAFARE la mostra di pittura e scultura presso LE SCUDERIE DEL PALAZZO CHIGI ALBANI a Soriano nel Cimino (VT) …

L’Esposizione ORGANIZZATA PER IL DECENNALE DEL GRUPPO con le opere dei Maestri: ALESSIO PATERNESI, PAOLO CRUCILI, LUIGI FONDI, RICCARDO SANNA, RESTERÀ APERTA FINO A DOMENICA 31 LUGLIO CON I SEGUENTI ORARI: dal Mercoledì alla Domenica DALLE ORE 10:00/13:00 ALLE ORE 15:00/19:00.

A fine mostra, gli AUTORI delle foto CHE INTENDONO PARTECIPARE AL CONCORSO “FOTOGRAFA L’OPERA”  potranno inviare UNA SOLA FOTO e NON PIÙ DI UNA (pena esclusione dal concorso) ALL’INDIRIZZO PRIVATO DI  messenger di: PAOLO CRUCILI, LUIGI FONDI, RICCARDO SANNA (INDICANDO IL PROPRIO nome, cognome e CONTATTO TELEFONICO) … LA FOTO SCELTA COME “LA MIGLIORE” A INSINDACABILE GIUDIZIO DELLA COMMISSIONE FORMATA DAGLI ARTISTI ESPOSITORI, dal fotografo Giuliano Zappi e dalla Storica dell’Arte Patrizia Sora … SARÀ PREMIATA CON UN DIPINTO (un trittico) REALIZZATO DAI MAESTRI: CRUCILI, FONDI, SANNA … E consegnato al vincitore della MIGLIOR FOTO in occasione del “PREMIO DEGLI OLEANDRI”  che si svolgerà nel mese di Settembre 2022.

Tutte le foto inviate saranno comunque esposte nella prossima MOSTRA del gruppo d’Arte di “INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO”.

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Per orientarsi    SONDARE L’IMPERSCRUTABILE … IL TEMPO DELL’ARTE (clicca qui) 

a cura di Patrizia Sora (Storica dell’arte) dal blog SGUARDI CONTEMPORANEI 

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Scuderie di Palazzo Chigi-Albani.  Mostra celebrativa del decennale del Gruppo d’Arte “Incontriamo il nostro tempo”. Domenica 3 luglio  Arte & Musica  accompagnati dalle  note della chitarra di Tony  Ranocchia.  

Quando ci siamo incontrati con Paolo e con gli amici Luigi e Riccardo, ho sentito dentro una empatia di ideali di vita. Paolo con un animo buono, generoso, gentile, ha cementato ancor più il rispetto per la nostra ricerca singola, poetica e sociale. Ci domandiamo spesso a che serva il nostro lavoro, il nostro impegno in un mondo dove i valori sono altri, che non appartengono alla cultura. Paolo, con le sue opere, continua con il suo impegno d’artista, di poeta. Composizioni quasi astratte, con un grande equilibrio cromatico e compositivo. `{`…`}` (Alessio Paternesi -28 dicembre 2020)

Con Paolo Crucili paesaggi e percezioni… L’impronta del reale dentro di noi

“La linfa dell’arte di Paolo Crucili è la Natura. L’ambiente naturale della sua terra è per Crucili il tratto distintivo, il senso di sé, della propria sensibilità artistica e umana.

Una coincidenza di arte e vita che l’artista porta nei passaggi della ricerca artistica attraverso i suoi paesaggi.

I primi paesaggi di Paolo sono meditazioni di spazio, dove lo sguardo corre lontano, la terra é una striscia sottile che tramonta in basso, viva e fragile, fatta di segni delicati che tratteggiano l’erba, le zolle, le spighe di grano, trasparenze lacustri, mentre il cielo invade la tela, quasi volesse abitarla interamente, ma è un cielo che non corre verso di noi, è uno spazio chiaro dove il pensiero respira, e ci invita ad ascoltare i paesaggi disabitati di Paolo, ascoltare quei silenzi di colori tenui e luminosi.” (Patrizia Sora- Storica dell’arte)

Le riprese  del video sono state realizzate da Daniele Liurni e pubblicate sul canale youtube della Galleria Falzacappa Benci di Giulio Geronzi. A loro un particolare ringraziamento. 

I cieli di Paolo 

… i cieli di Paolo, nella loro placida trasparenza, non denotano assenza o sopore o imbrigliamento di emozioni e passioni; sono piuttosto l’ espressione di una naturale  capacità di arrivare a “vedere” il cuore azzurro delle cose conoscendone bene gli aspetti più duri, angosciosi, anche violenti, e superandoli con un’accettazione che non è abbandono, ma neppure vittoria: è consapevolezza. Come, da bambini, si giunge a superare la paura del buio imparando semplicemente a vederlo, pure ad amarlo, come parte integrante della luce.

Allo stesso modo, non sono isolamento, evasione, fuga dalla terra; sono invece (ecco i primi sottili, tenui paesaggi) l’annullamento di ogni separazione tra cielo e terra, quasi che questa altro non fosse se non la parte  un poco più solida e colorata del cielo. Quello stesso che, altre volte, diventa tanti piccoli campi di cielo a comporne uno solo, infinito pur nella finitezza della tela che lo accoglie: l’interiorizzazione del cielo, un definitivo appropriarsene, farlo divenire parte di sé. E  probabilmente tutto questo é la causa e l’effetto dell’essere padroni del proprio cielo. (Nica De Lorenzi)

Paolo Crucili, Decorazione della volta della piccola chiesa situata in Colle S. Angelo dedicata a San Michele Arcangelo.  (Colle Sant’Angelo, frazione di Arrone-TR)

Paesaggi e percezioni… L’impronta del reale dentro di noi

Crucili é sulla scia dell’ astrattismo kandinskiano, é artista che ama l’arte ritenendola ragione di sogno e di intimo sfogo e la estrinseca secondo sensa¬zioni ed emozioni geometriche, dove domina la curva e la rotondità, simbo¬lo di pienezza e di perfezione. Le sue composizioni astratte, dalle calde tonalità, parlano di armonia, colore, luce, con linguaggio pulito ed incisivo, men¬tre le sfumature di arancioni, gialli e gli scorci di preziose e suggestive suc¬cessioni tonali armonizzano colore e disegno in un messaggio di pura poesia. Crucili si identifica artisticamente con i propri sentimenti, abbandonandosi alla trascrizione dell’inconscio, per darcene un racconto armonioso e fantasioso (Prof. Lorenzo Calogiuri)

Paolo Crucili, Architetture

“La ricerca evolve verso una scomposizione della forma, abbandonata la mimesi, la presa sul reale è tutta interiore.

Con un passaggio in profondità Paolo indaga l’impronta che il reale lascia dentro di noi. la natura o certi paesaggi sono resi attraverso collage di suggestioni, intuizioni.

La forma si scompone. Dei borghi: l’ocra e il grigio delle torri; dell’orizzonte urbano: il profilo; dell’autunno: le foglie in una danza di vento, del cielo: porzioni di azzurro.

Sono composizioni musicali, delicate sintonie cromatiche, se introduce elementi di astrattismo geometrico colore e tono hanno il valore di rendere l’atmosfericità naturalistica.

É un paesaggio che si dà alla percezione attraverso la simultaneità di frammenti di visione e di percezione. Tuttavia in uno spicchio di tela appare il paesaggio nitido e preciso in ogni suo dettaglio.

A ricordare che in ogni frammento c’è il valore del Tutto.” (Patrizia Sora- Storica dell’arte)

Altri paesaggi …geografie interiori

Paolo Crucili,  Paesaggio con uccelli

“La tela diventa un campo di forze, il colore la invade come una sostanza magmatica in movimento che si stende in campiture cromatiche dalle scure e profonde tonalità, o si addensa e diventa energia in onde fluttuanti e luminose che seguono moti verticali, vortici e pieghe cromatiche alle quali l’artista conferisce ancora forma e struttura dominando il ritmo del flusso di colore in movimento.

Non è una ricerca che volge all’informale.

E’ la costruzione di un altro paesaggio.

Crucili dipinge i moti di un percorso spirituale.

Ci trasporta nelle forme misteriose di un mondo sotterraneo, tutto interiore, dove ogni vibrazione dell’anima ha l’energia di un movimento tellurico, l’artista lo esplora in ogni suo antro, in ogni sua faglia, ne percepisce le pieghe, le insidie, gli intrecci le trasforma in pittura. Ma non vi si abbandona.

In queste ultime opere introduce un nuovo elemento pittorico: un filo rosso che attraversa la tela, e conduce ad epifanie del reale: piccoli uccelli, pennelli, elementi naturalistici.

È ancora il frammento che torna con un’inversione di ruolo.

Attraverso queste figure emblematiche, Paolo sembra voler tenere collegate le tappe del suo percorso, congiungere distanze, conservare memoria, ricucire il senso delle cose.

Un filo che unisce ciò che è illuminato a ciò che è sommerso portato da argonauti che solcano le pieghe della vita e impediscono di smarrirne il senso.” (Patrizia Sora- Storica dell’arte)

Paolo Crucili e il suo cammino attraverso le “Pieghe di vita”

Paolo Crucili nasce ed opera come paesaggista ma, dopo l’incontro con il grande maestro Padre Passionista Tito Amodei, ha intrapreso un nuovo iter di ricerca, segnando le tappe per un’inedita espressione artistica. Oggi, nel suo stadio attuale di ricerca, ha superato lo spazio oltre che il tempo per entrare nella dimensione introspettiva dell’esistenza stessa. […] I forti contrasti cromatici parlano liricamente di un substrato reale dove le fasi esistenziali, chiamate appunto “Pieghe di vita”, sviscerano un andamento modulare quasi armonico e musicale. I cromatismi tonali scuri, evocano un’inquietudine che il tempo caratterizza nelle varie fasi di vita, ma allo stesso tempo il bianco, travolgente e imperante, traccia spiragli di speranza. Un bianco sacrale, reminescente, imperturbabile, ascetico, incorruttibile ma, soprattutto, ricco di un’astrazione che ricorda l’espressionismo astratto di Willem De Kooning, oltre che di Georges Mathieu e di Franz Kline. La velocità della resa pittorica tachista spontanea, a tratti calligrafica e impulsiva, apre l’arte di Crucili alla purezza della semplicità, derivante anche dalla tecnica artistica proiettata verso la derivazione zen di Hans Hartung e in particolare verso l’analisi deduttiva del profondo Sé, superando ogni accenno di dispersione e ogni senso di vuoto. (Francesca Pandimiglio- Storica dell’arte)

Paolo Crucili, Pieghe di vita. La vita riesce a  germinare ovunque, anche tra le pieghe di quel quotidiano che sembra avvilupparci e limitare il nostro essere.  (olio e acrilico su tela dim. 80/100)

Paolo Crucili è un’anima antica, uno spirito mite, nomade ma fermo alle sue radici, schivo quanto basta per non essere ossessionato da se stesso o dalla smania di apparire. Paolo Crucili sussurra, non urla, racconta della vita e del mondo, del destino e del fato. Un filo rosso cosa può rappresentare nel nostro libro dei ricordi? Cos’è che possiamo definire il nostro filo rosso? Una costante che torna in ogni accadimento, in ogni piega della nostra vita, qualcosa di cui non ci possiamo né vogliamo liberare. Può esso essere un vizio, una donna mai avuta, un pensiero mai detto, un segreto inconfessabile, un tormento, un dolore, una speranza, il sogno. Nelle opere di Paolo Crucili, fatte di colori terrosi, magmatici, pestati, si snodano pieghe di tessuti emotivi, strati su strati, di ricordi, di vissuto, di ipotesi. Un intreccio asmatico, sfinente che non lascia respirare, che non trova una via d’uscita. Ma poi c’è uno squarcio e si intravede un’altra realtà, una nuova interpretazione di quel luogo. Queste ultime opere di Paolo Crucili, sembrano rappresentazioni di un eco, onde sonore che si propagano lontane nella storia, sembrano il costato di una balena e noi siamo là dentro, come un antico Geppetto alla ricerca del figlio perduto. Noi siamo quel figlio perduto, figli della storia e di noi stessi, allora prendiamo in mano il filo rosso, ci condurrà fuori, ci porterà a respirare ancora, ci porterà alla verità, quella sua verità che Crucili narra da anni, con stili e tecniche diverse, con periodi ben definiti e riconducibili di produzione, dalle lande aperte di macchiaiolesca memoria, alle geometrie destrutturate, le architetture abbozzate fino al disegno di diletto accademico. Ecco in queste scelte c’é tutta l’essenza di Crucili, che non vuole rappresentare una firma, ma che attraverso l’opera artistica parla veramente, senza anacronismi, parla di sé”. (Elisa Polidori, Storico e Critico d’Arte)

Paolo Crucili, Le tre primavere perdute. Tre ritagli, tre piccoli scorci, le tre primavere perdute in questi anni di Covid. Resta la speranza di ritrovarle, tra le pieghe del nulla e del grigiore di un tempo da dimenticare  (olio e  acrilico su tela dim.80 /60).

Paolo Crucili, Pieghe affettive. Il codirosso è un uccellino che ritorna ogni anno nella stessa fessura, tra le pietre dei muri, per deporre le uova, cosi noi ritroviamo tra le nostre pieghe la fertilità, rappresentata dai melograni (frutto simbolico), e dalla serratura con la chiave a cui affidiamo la custodia di quello  che a noi è caro. (tecnica, olio e acrilico su tela dim.80 /100)

Paolo Crucili, Pieghe di verità. L’uccello presente nel dipinto é  una coturnice, una specie che vive nelle zone di alta montagna. Si tratta di un uccello molto scaltro e diffidente. Si contraddistingue per la sua innata capacità di  riconoscere il solo richiamo della madre  tra mille imitazioni. Ecco spiegato il titolo del  quadro.  (tecnica olio e acrilico su tela dimensioni 80/100)

Paolo Crucili scompone e ricompone. Egli con le sue tele non poteva dare una lezione più efficace contro quella frammentazione che ci ammanta quotidianamente.(Tito Amodei)

La sensibilità artistica di Paolo Crucili nasce dalla totale compenetrazione nella natura. La ricerca dell’artista è caratterizzata da evoluzioni, passaggi, smottamenti attraverso i quali interiorizza i paesaggi che appartengono alla sua anima. In alcune opere attraverso la scomposizione dei suoi paesaggi in frammenti di percezione, ha focalizzato l’attenzione sul rapporto tra il frammento e il Tutto. Nelle ultime fasi della sua ricerca, costruisce geografie interiori dove il reale quasi scompare, introduce un elemento pittorico che è diventato distintivo della sua riflessione: il filo rosso che attraversa la tela. Metafora della memoria, della necessità di tenere vivo nella coscienza il collegamento tra cose anche lontane, tenere insieme le tappe della vita per non smarrire il senso del percorso. Crucili sviluppa nella religiosa esplorazione della natura. Le opere di Crucili attraversate da una profonda introspezione psicologica, ci portano nel tempo lungo dell’ascolto interiore, della meditazione, della contemplazione. Nel mondo intimo e sotterraneo di Paolo Crucili il colore attraversa la tela come una sostanza magmatica, crea campi di forze, flussi di energie. Il filo attraversa il ritmo vorticoso delle luminose onde cromatiche, attraversa le ampie campiture di scure tonalità, legati al filo appaiono i pennelli del pittore. Crucili è lì, in quel filo che attraversa la vita. (Patrizia Sora- Storica dell'arte)

FIVE SENSES ART GALLERY – L’ARTE CON TUTTI I SENSI Workshop – Fotogallery

Scuderie di Palazzo Chigi-Albani.  Mostra celebrativa del decennale del Gruppo d’Arte “Incontriamo il nostro tempo”.

Lunedì 27 giugno Workshop L’ARTE CON TUTTI I SENSI con  un gruppo di ipovedenti e non vedenti dell’UICI  (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) sezione di  Viterbo.

A settembre on line il report con i contributi dei protagonisti della giornata.