GIORNI A COLORI 2023… I linguaggi della cultura

 Fotografia Arte Poesia … I linguaggi della cultura.   Circolo di studio virtuale 

Gruppo di lavoro:

Paolo Crucili, Luigi  Fondi, Riccardo Sanna (ARTE)

Alessandro Sarno, Oscar Martini e Jean-Pierre Le Moign (FOTOGRAFIA)

Daniela Babolin – Maria Luisa Daniele Toffanin – Giacomo Piciollo (POESIA)

Brigitte Le Moign e Chantal Cormont (Testi e approfondimenti)

Letizia Scaramuccia (traduzione dal francese)

Patrizia Menghi ( L’arte del PATCHWORK)

Antonella Cesari (Coordinamento)

Percorsi tematici  per promuovere la cooperazione,  la condivisione, l’ espressione delle potenzialità di ciascuno, l’ autonomia e  la responsabilità collettiva. Uno spazio collaborativo  per promuovere la conoscenza e  incoraggiare la partecipazione alla vita culturale. Un tempo opportuno per imparare ad imparare come utilizzare con creatività le tecnologie digitali.  In  collaborazione con GHILDE DES PHOTOGRAPHES- EUROPE ECHANGE,  THE LONESOME PHOTOGRAPHER, il gruppo d’arte INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO  e il LABORATORIO DI  PATCHWORK di Patrizia Menghi.

Occasion favorable pour encourager la participation à la vie culturelle et  l’accès de chacun à la culture pour favoriser une attitude positive envers la créativité,  pour mieux comprendre  et valoriser les liens entre le patrimoine au niveau local et européenne! L’ apprentissage collaboratif pour apprendre à apprendre comment utiliser les nouvelles technologies de façon créative avec GHILDE DES PHOTOGRAPHES- EUROPE ECHANGE,  THE LONESOME PHOTOGRAPHER, il gruppo d’arte INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO  e  l’ ATELIER PATCHWORK  di Patrizia Menghi.

I colori nel quotidiano definiscono la qualità della nostra interazione con  l’ambiente, il primo fattore percettivo che riconosciamo quando entriamo in un luogo specifico. Il colore ha quindi la capacità di modificare la nostra  percezione fisica dello spazio, di interagire e di sollecitare i nostri  stati emotivi specifici.

Attraverso la condivisione dei contenuti proposti dal gruppo di lavoro, con un approccio multidisciplinare, il tema del colore sarà proposto percorrendo le VIE DELL’ARTE, DELLA FOTOGRAFIA, DELLA POESIA, DEL PATCHWORK, DELLA PSICOLOGIA DELL’ARTE. Ad accompagnarci, nei nostri GIORNI A COLORI,  lo stile e gli studi dello storico e antropologo Michel Pastoureau, tra i maggiori studiosi dei colori e dei loro significati simbolici.

MAPPA E BUSSOLA PER ORIENTARSI 

IL COLORE  è la percezione visiva delle varie radiazioni elettromagnetiche comprese nel cosiddetto spettro visibile.

Molteplici le discipline coinvolte nello studio del colore: la FISICA, in particolare l’ottica per tutto ciò che avviene all’esterno del sistema visivo; la CHIMICA, per lo studio la sintesi di sostanze colorate e coloranti; la FISIOLOGIA, per quanto riguarda il funzionamento dell’occhio e la generazione, elaborazione, codifica e trasmissione dei segnali nervosi dalla retina al cervello; la PSICOLOGIA, per quanto riguarda l’interpretazione dei segnali nervosi e la percezione del colore;  la PSICOLOGIA SPERIMENTALE, per quanto riguarda la questione della percezione e categorizzazione del colore; la NEUROBIOLOGIA, con gli studi riguardanti la NEUROESTETICA che attiene allo studio dei meccanismi biologici dell’apprezzamento estetico.

Gabriel Dawe, Plexus series (installazioni su larga scala di fili per cucire)

I COLORI NON SONO IRRILEVANTI… 

Non è un caso se vediamo rosso, diventiamo verdi di paura, blu di collera o bianchi come un lenzuolo... I colori veicolano tabù e pregiudizi ai quali obbediamo senza rendercene conto, e possiedono significati nascosti che influenzano il nostro ambiente, i nostri comportamenti, il nostro linguaggio e il nostro immaginario. La loro storia, ricchissima e sorprendente, racconta l'evoluzione delle mentalità. L'arte, la pittura, la decorazione, l'architettura, la pubblicità, i nostri prodotti di consumo, i nostri vestiti, le nostre automobili, tutto è governato da questo codice non scritto. Imparate a pensare a colori e vedrete la realtà in modo diverso! (Michel Pastoureau)

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GIORNI A COLORI 2023…  I LINGUAGGI DELLA CULTURA /  COULEURS DU JOUR … LE PRISME DE LA CULTURE   

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Ce n’est pas un hasard si nous voyons rouge, rions jaune, devenons verts de peur, bleus de colère ou blancs comme un linge. Les couleurs ne sont pas anodines. Elles véhiculent des tabous, des préjugés auxquels nous obéissons sans le savoir, elles possèdent des sens cachés qui influencent notre environnement, nos comportements, notre langage, notre imaginaire. Les couleurs ont une histoire mouvementée qui raconte l’évolution des mentalités. L’art, la peinture, la décoration, l’architecture, la publicité, nos produits de consommation, nos vêtements, nos voitures, tout est régi par ce code non écrit. Apprenez à penser en couleurs et vous verrez la réalité autrement! (Michel Pastoureau)

Á PROPOS DE… Groupe de rencontre.  Qu’est-ce qu’un groupe réussi? Pour l’instant, j’opterai pour la définition la plus simple. Si, un mois après la séparation du groupe, un certain nombre de participants pensent que ce fut une expérience dénuée de sens, peu heureuse, ou une expérience préjudiciable dont ils se remettent avec peine, alors ce ne fut certainement pas pour eux un groupe réussi. Si, par contre, la majeure partie ou la totalité des membres pensent encore que ce fut une expérience qui en valait la peine et qui a accéléré leur propre développement alors, dans mon esprit, on peut lui accoler l’étiquette de groupe réussi. (Carl Rogers)

«De' semplici colori il primo è il bianco, benché i filosofi non accettano né il bianco né il nero nel numero de' colori, perché l'uno è causa de' colori, l'altro è privatione. Ma perché il pittore non può far senza questi, noi li metteremo nel numero degli altri, e diremo il BIANCO in questo ordine essere il primo nei semplici, il GIALLO il secondo, il VERDE il terzo, l'AZZURRO il quarto, il ROSSO il quinto, il NERO il sesto: ed il bianco metteremo per la LUCE senza la quale nissun colore veder si può, ed il giallo per la TERRA, il verde per l'ACQUA, l'azzurro per l'ARIA, ed il rosso per il FUOCO, ed il nero per le TENEBRE che stan sopra l'elemento del fuoco, perché non v'è materia o grossezza doue i raggi del SOLE habiano à penetrare e percuotere, e per conseguenza alluminare. »(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, cap. CLXI)