La “differenza” suscita domande, paura e, a volte, diffidenza.
Ogni volta che incrociamo una persona su una sedia a rotelle o che non sente bene, non vede o presenta dei tratti legati alla malattia mentale, non sappiamo bene come reagire e ci poniamo delle domande: perché? Sta soffrendo? Come aiutarlo? Può capitare anche a me?
I laboratori virtuali “INTANTO… TI ASCOLTO” rappresentano uno spazio di condivisione e di confronto a partire dai vissuti personali e dalle esperienze umane e professionali degli operatori che lavorano in ambito socio-educativo.
L’ASCOLTO è un atto volontario che implica il desiderio di prestare attenzione alla conversazione per comprendere ciò che l’interlocutore sta esprimendo. Un atto che richiede di mettere in campo tutta la SENSIBILITÁ, l’ATTENZIONE, la COMPRENSIONE, l’ INTELLIGENZA, l’ EMPATIA di cui siamo capaci.
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Henri Miller, “Écoute” – 1986 (Jardin des Halles, Parigi)
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Lo psicologo statunitense, Carl Rogers, definisce l’ascolto attivo come un processo costituito da diverse fasi: OSSERVARE E ASCOLTARE il messaggio dell’emittente, IPOTIZZARE le emozioni provate dall’emittente, COMUNICARE la propria impressione, assumendo un atteggiamento EMPATICO, ATTENDERE LA CONFERMA O LA CORREZIONE da parte dell’altro.
Ascoltare non è solo una funzione del nostro organismo ma è soprattutto una COMPETENZA COMUNICATIVA in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza del dialogo, in quanto si basa essenzialmente sull’empatia e sull’accettazione positiva dell’altro.
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