Maria Luisa Toffanin/ Sospesi fra vele e ricordi

.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI 

GIUGNO … IL LINGUAGGIO DEL SILENZIO, ASPIRAZIONI E DESIDERIO 

Giugno  poetico con Maria Luisa Daniele Toffanin… Nel sentimento del tempo, della natura e dell’Eterno, sul filo della memoria, condotti attraverso un percorso ascensionale, guidati da frammenti poetici di interiore bellezza.

Maria Luisa Daniele Toffanin è un’autrice padovana di Selvazzano che è stata insignita di prestigiosi premi letterari. Promotrice di iniziative culturali ed educative, collabora con dedizione con l’associazione “Levi - Montalcini”, volta al sostegno, all’assistenza e all’orientamento scolastico dei giovani, e organizza nelle scuole laboratori di poesia per avvicinare in primo luogo i ragazzi a questa forma d’arte, che purtroppo al giorno d’oggi sembra ormai essere caduta in disuso, desueta, in un mondo non più abituato a soffermarsi a riflettere, osservare, comprendere le sue stesse emozioni. Fin da quando era bambina ha sempre nutrito una fervente passione per la scrittura, ma anche per l’arte, in ogni sua sfaccettatura. (Eva Zandonà)

1/ “Silenzio di Gioia”  dalla raccolta Florilegi femminili controvento

La  “poesia” è anche innata e autentica esigenza di comunicare, di trasmettere, innanzitutto, ma anche di veicolare un messaggio. E “Florilegi femminili controvento” è venuto alla luce proprio con questo elevato intento. Ma già facendo alcune considerazioni sul titolo si possono cogliere gli aspetti fondamentali dell’opera. In primo luogo “femminili” da sé illustra qual è il fil rouge che percorre l’intero libro: la tematica della donna. […]  “Florilegi” fa riferimento alla scrematura, alla rosa di liriche scelte che la scrittrice ha composto nel corso della sua vita. […] Il suo libro raccoglie exempla di grandi donne, famose e non, che hanno saputo dare con orgoglio il loro contributo in ambito familiare, sociale e nel mondo. Si tratta per questo motivo di un libro che è al contempo esaltazione e provocazione, nei confronti del genere femminile: “esaltazione”, poiché di fatto l’autrice mira a farci comprendere l’immenso potere di cambiamento che possiede la donna, nel momento in cui riesce a mettere a fuoco la potenzialità positiva che risiede in lei; “provocazione”, invece, perché pur mantenendo la sua libertà nell’ottica del raggiungimento della parità dei sessi, questa non può entrare in competizione con l’uomo, e soprattutto, non può permettere per prima che principi che oggi sembrano fuori moda, quali “pudore” e “sacrificio”, vengano così svalutati. Ne sono esempi il modo in cui per esempio noi giovani siamo particolarmente e costantemente bombardati, soprattutto nei social, da questa nuova filosofia di esporre il corpo come un oggetto, al pari di una merce, di un prodotto, e il modo in cui il senso della fatica e della rinuncia, per l’appunto, viene paragonato a scontentezza. (Eva Zandonà)

SILENZIO DI GIOIA. Rende un momento indicibile di intima armonia tra creato e creature, momento raro in cui leggerezza interiore e consapevolezza di questa vita nuova si fondono insieme in una dimensione surreale. In questo silenzio nasce una rosa come canto alla vita. Sono quelle emozioni che l’esistenza ti dona così intense e preziose che non ti pare di saperle esprimere con le parole ma che ugualmente vuoi condividere con gli altri. (Maria Luisa Toffanin)

In copertina. Peonia….nome di fiore, nome di donna?,  Acquerello di Milvia Bellinello Romano

SILENZIO DI GIOIA

Invano cerco il verso

alla sorgente dell’anima

per dire la poesia dell’ora.

Invano

la parola è immobile

in un’alba di gioia.

Con la mente tento

a chiosa una prosa:

è la tua presenza, infanzia

tutta questa gioia

che mi riverbera dentro

e non si fa parola.

Dal silenzio si schiude una rosa.

 

 

 (Maria Luisa Daniele  Toffanin)

2/ “CI SARÀ UN DOVE”  (DALLA RACCOLTA “SOTTOVOCE A TE MADRE” – 2015)

Sottovoce a te madre è una delicatissima plaquette che mette in risalto tutta la profondità e la dolcezza di questa autrice veneta. Un’opera poetica dedicata alla memoria della madre, “mater mea senza tempo”, figura ricordata con profonda nostalgia nei versi, ma anche nei contenuti, grati affondi memoriali in un mondo di affetti mai morto.

In un’appassionata preghiera, ogni slancio poetico sembra teso all’Eternità, unica fonte in cui tutto si amalgama, ogni mistero trova un senso e possono convivere quiete e dolore, vita e morte. Nella dolente rievocazione si fa così strada il conforto, la consapevolezza del dono ricevuto, di un rapporto non estinguibile dal tempo: “[…] Ma ti sento più mia nella matta / sbrigliata fantasia a me donata / per trasformare il vivere in parola / tristezza conforto sorriso allegria. / Non sono sola: continuo a coltivare / nelle aiuole del cuore i tuoi fiori di vita”. (Annalisa Macchia)

CI SARÀ UN DOVE. Nasce alla morte della madre che senti di voler rivedere, riabbracciare, sentimento comune in queste grandi assenze della vita. E allora sogni questo “Dove” in cui parlarsi con libertà oltre le sovrastrutture della vita, senza maschere, e completare il non detto, i gesti lasciati sospesi, per concludere il rapporto spezzato dalla morte. È, in verità, l’anelito all’Oltre di tutti gli esseri umani come risposta al mistero della vita, al dolore della morte che vorresti vincere con la forza dell’amore. Questo amore che rimane e diventa canto poetico. (Maria Luisa Toffanin)

CI SARÁ  UN DOVE

 

L’isola della solitudine

s’è fatta arcipelago.

Sospesi fra vele e ricordi.

Ci sarà un Dove

splendente di luce

acceso di sole:

là, strappate le maschere d’argilla

ci parleremo liberi col cuore.

Insieme sazieremo oscuri silenzi

con chiarità di note

completeremo l’incompiuto

con tocchi ormai decisi.

Nelle trame del pensiero

trasparenti, le risposte

scopriremo agli inquieti non sensi

del faticoso vagare

e dell’epilogo-mistero.

Colmate con terra viva le fragili crepe

pacate le ansie per assenza di tempo

allargheremo mille gesti

in carezze solo accennate

e doneremo cascate d’acqua d’amore.

L’incontro vedrà corpi puri

sorrisi nuovi, occhi limpidi

per catarsi di Luce.

Ci sarà questo Dove

corona dell’esistere.

E la festa non avrà fine.

10 novembre 1996

(Maria Luisa Daniele  Toffanin)

Archivio fotografico Geapolis- foto di Maria Luisa Daniele Toffanin 

3/ “Per ritrovarci bambini” dalla raccolta  Segreti casentini ed oltre a primavera

Sì, la disponibilità all’ascolto, alla ricerca e alla scoperta dei sottili legami che potrebbero unire la poetessa ai cuori delle persone che incontra, mi pare proprio questo il suo connotato più significativo e alla luce di questa scoperta mi sono accinta a leggere i suoi libri. Dapprima mi ha incuriosito il poemetto “Segreti casentini e oltre a primavera“ e sorpreso la riduzione dell’aggettivo casentinesi al più poetico casentini, licenza poetica che si perdona scoprendo le “trame di armonia” che la poetessa ha intessuto con il solido ordito della foresta millenaria di Camaldoli, delle pievi romaniche, dei castelli, dei borghi, de li ruscelletti che dai verdi colli / del Casentino scendon giuso in Arno di dantesca memoria. Il Casentino, la terra che ben conosco perché ci abito, l’ho ritrovata tutta nel poemetto, trasfigurata da lei in dimòra dello spirito, quasi il realizzarsi di un disegno divino, come lei scrive: docile curvarsi di terra / a disegni celati nei cieli. Questo libro, meglio di una guida turistica, invita a visitare il Casentino, per poi poter dire con la poetessa: noi da magia confusi / da mistico stupore accesi / a posare sulle nuvole / nostre trame esili di terra / e offrirle umili al Cielo. (Gemma Menigatti Scarselli)

PER RITROVARCI BAMBINI. Nel viaggio casentino, nella continua scoperta dei segreti del creato, nel silenzio si avverte qui un brulichio di vita in tutti gli alberi di ciliegio fioriti e un desiderio in noi di raccogliere cesti di rossi smalti-ciliegie da appendere alle orecchie per ritrovare l’innocenza dell’infanzia come forza purificatrice esaltata anche da Zanzotto in “Ligonàs” accanto alla natura altro elemento rigeneratore. Incanti della poesia! Allora tu senti di possedere il mondo e con immediatezza abbracci la terra e diventi con lei un tutto unico. Ti senti veramente regina, bambina, parte intima di questo altro stato di grazia che è l’infanzia ritrovata nella natura con una visione lontana di un Oltre ove ritrovarci beati nella verità della luce. Beati i puri di cuore che di essi sarà il Regno dei cieli… (Maria Luisa Toffanin)

PER RITROVARCI BAMBINI

 

 

Bordano la primavera
schiere luminose
di ranuncoli brillanti
nel verde infinito.
Confortano promesse
candidi candelabri
accesi d’ azzurro.
Saranno ceste di lucenti ciliege
appese alle orecchie
per ritrovarci bambini.
Esente dall’obolo al tempo
mi stendo nel biancore immenso
bambina-regina cinta ai fianchi
da ghirlande di fiori
mi stendo immensa
nella gioia-innocenza
della verità del creato
garante delle oneste stagioni.
Miei declivi di petali
mie cornucopie di frutta
mia natura divina
mia anima a lei devota.
Preludio di Cielo!
Si dilata la strada interiore
in un respiro di pace
verso un Oltre
fiorito di speranza
ove ritrovarci bambini
beati nella verità della Luce.

 

(Maria Luisa Daniele  Toffanin)

In copertina: Primavera (dettaglio), china acquarellata, di Marco Toffanin 

4/ “VAGANDO TRA SIDERA E DESIDERI” dalla raccolta  Dal fuoco etneo alle acque polesane

Con la ben nota levità d’immagini e di ritmi capaci di dar vita a uno stupore a ogni passo rinnovato, la visione poetica di Maria Luisa Toffanin si muove, in questo suo nuovo libro, nel cuore stesso di un mondo dalle luminosità inesplorate, nel quale sono via via percepibili in armonico rapporto gli opposti, a cominciare dal fuoco e dall’acqua, per poi raggiungere a tratti una suggestiva unità nell’antica matrice femminile del creato. In tal modo l’intima natura del «sacro» vulcano siculo, sentito nella sua femminilità dagli isolani, appare appunto nelle forme dell’«Etna svelata / in tutta la sua femminea bellezza» (Quadri del Rifugio Sapienza ), senza pure escludere una sua «femminea irruenza» (Ultima sera). Non diversamente l’estate padana si rivela nelle campagne con le inattese movenze di una «fanciulla dai capelli di grano» facendone poi scorgere le labbra nei morbidi papaveri («morbidi papaveri quasi tue labbra», Estate padana). I luoghi amati, diversi e uniti, rivisitati e rievocati dalla Sicilia catanese all’adriatica pianura polesana, si ripresentano a noi in una loro inedita valenza figurativa e spirituale. […]  In questo libro tutto vive, tutto si nobilita nella «certezza d’eterno» (Estate marina), nel sentimento eternizzante del tempo che fugge, nei giorni senza tempo della gioia. (Mario Richter)

VAGANDO TRA SIDERA E DESIDERI. Dall’aereo, con la fantasia, crei visioni continue, nuove per bellezza, espressione di tutti i tuoi desideri che più germogliano in questo spazio infinito. E vaghi così anche tra le parole esaltando questo spazio siderale culla ove nascono i desideri giocando con il fuoco-pensiero sulle parole sidera e desiderio che hanno comune radice. Ovviamente in questo momento di ozio interiore fioriscono ovunque desideri che anche se non si avverano rinnovano la nostra giornata e ci accompagnano nella sera in attese nuove, sempre con gli occhi puntati alle stelle. Desideri motivo di vita! E la poesia si conclude con un quesito-gioco finale senza risposta.

In copertina: Emozione, pastello su carta di Milvia Bellinello Romano

VAGANDO TRA SIDERA E DESIDERI

Spargo fra le nuvole desideri
ora modulati in versi
sorgono improvvisi alberi immensi
da quell’ etere-humus a loro fertile.
Alberi fioriti fruttati di
sogni-desideri-attese
viaggi in mente-cuore-battiti
terrestri aneliti sterili.
Sei tu siderale spazio
loro prima culla
là solo quel seme germoglia.
E il tuo stesso nome
radice è di stella-sidera
o mio de-siderio intenso
nel de intensivo.
Astro sei che brilli pulsando nel sangue
accendi e riscaldi in sogni la notte
ardi fra azzurre ore in vitali attese
pur se non t’inveri, rinnovi di
porpora rosata ogni mia alba
o mio desiderio mio, pur se non t’inveri.
Per te a sera elevo al cielo
miei segreti sogni stretti fra le mani
ché adagiati in culla di stelle
splendore riassorbano dagli antichi astri e
riattizzati in noi siano ardore-fantasia-amore
gli occhi sempre puntati alle stelle
in sogno in volo su orme di terra.
Ma ora nell’ebbrezza dell’ora
sogno o sono in volo?
O il sogno è un volo e
il volo un sogno alfine esaudito?
Nel cuore mi fioriscono le viole.

da Catania, 4 agosto 2014
(Maria Luisa Daniele Toffanin)

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L’AUTRICE

Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini. Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie. Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.

Ha pubblicato i seguenti volumi, pluripremiati: Dell’azzurro ed altro (1998, 2000), A Tindari (2000, 2001), Per colli e cieli insieme mia euganea terra (2002), Dell’amicizia-my red hair (2004, 2006), Iter ligure (2006), Fragmenta (2006), E ci sono angeli (2011), Appunti di mare (2012), L’attesa perlata di stelle e rugiada (2014), Segreti casentini ed oltre a primavera (2014), Florilegi femminili controvento (2015), Sottovoce a te madre (2015), Matteo e Gigetto il rospo di mare (racconto, 2016), Magia di attese (2016), Dal fuoco etneo alle acque polesane (2017), La casa in mezzo al prato (2018), Pionieri a San Domenico (2019), La stanza alta dell’attesa tra mito e storia (2019); insieme a Massimo Toffanin i romanzi storici I luoghi di Sebastiano (2015) e La grande storia in minute lettere (2018).

Ha curato Una Padova altra. La libreria Draghi: osservatorio di cultura (2012) e, con Mario Richter, la pubblicazione degli Atti del convegno da lei organizzato Il sacro e altro nella poesia di Andrea Zanzotto (2013).

Alla sua poesia sono stati dedicati numerosi scritti, tra i quali due monografie: Silvana Serafin, Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin e Mario Richter, La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin.