Paola Sanna si racconta

 “LIVE AS YOU LEARN”. LABORATORIO VIRTUALE DI SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA

Lo spazio web APPRENDERE & RACCONTARSI propone le testimonianze e le esperienze di chi ha fatto del “LIVE AS YOU LEARN” lo stile del divenire adulti e l’orizzonte del proprio sguardo.

DICONO CHE RACCONTARE LA PROPRIA STORIA CI FACCIA RIAPPROPRIARE DELLA NOSTRA VITA

testi e immagini di Paola Sanna 

Parlare di se stessi è sempre stato molto difficile. Non si vorrebbe dire molto e nemmeno troppo poco, ma dicono che raccontare la propria storia ci faccia riappropriare della nostra vita ed io ho voluto provare a raccontare un po’ della mia.

Nasco a Viterbo il 5 agosto 1967 e vivo a Soriano nel Cimino, il paese di origine di mio padre; un bellissimo paese alle pendici dei monti Cimini nella provincia di Viterbo. Mi sono trasferita e risiedo qui dall’età di tre anni, a seguito della scomparsa prematura di mia madre e per tanto tempo ho vissuto con mia nonna, mio padre e purtroppo lontano da mio fratello. Mio padre era l’ultimo di sei figli e mia nonna era già abbastanza anziana quando andammo ad abitare da lei. Io ero una bambina affettuosa, gioiosa, molto vivace e piuttosto impegnativa.

Ricordo con tenerezza tutte quelle volte che tornata da scuola, aprivo la credenza e iniziavo a suonare le pentole con i mestoli. Lei si lamentava e poi si metteva a ridere, tentando di otturarsi le orecchie.

Mio padre mi portava spesso con sé, anche quando doveva lavorare e io lo aiutavo a rilevare le misure degli immobili.

Altre volte invece mi lasciava con le zie alle quali davo un gran da fare.

Se ripenso a quella bambina un po’ selvaggia, persa tra la natura e gli animali, che correva sempre, con impressi negli occhi i paesaggi della campagna e della montagna, sento di adorarla.

Ho avuto un padre e un’infanzia meravigliosi.

Crescendo ho scoperto altre passioni come cantare, ballare ed ero sempre lì, con la spazzola in mano davanti allo specchio che chiedevo a mio padre di farmi partecipare allo Zecchino d’Oro, mentre lui, iperprotettivo, declinava ogni volta per un altro momento.

A scuola mi piaceva il disegno, la musica, la matematica e scrivere, ma non amavo molto le regole.

Ricordo con piacere l’ora di musica alle medie quando il professore ci faceva ascoltare i brani di Beethoven e poi ci diceva di descrivere i posti in cui ci portava la musica e io ero sempre tra i boschi.

Faggeta del Monte Cimino (VT) 

Ero presa da ogni espressione artistica, ma non ne ero pienamente consapevole.

Dopo le scuole medie avrei voluto iscrivermi al liceo artistico, forse avrei fatto l’accademia, ma nel frattempo erano cambiate molte cose, sia in me che nella mia famiglia e volendo o non volendo, queste  hanno interferito con i miei progetti. Mi uniformai e intrapresi gli studi tecnici economici per poter aspirare a un lavoro sicuro.

Ecco che la vita mi stava portando altrove.

Il periodo della scuola superiore è stato faticoso e per tanti motivi affatto felice, ho perso anche due anni di scuola e questo ha contribuito a crearmi insicurezze e a farmi perdere gran parte del mio entusiasmo. Da che ero una bambina estroversa, gioiosa e un po’ ribelle, diventai una ragazzina inquieta, con una strana malinconia e con dei pensieri fuori dalla norma, che tenevo rigorosamente per me.

Ho compreso dopo tanto tempo quanto la mia sensibilità mi facesse sentire tutto così pesante e quanto per questo avevo permesso agli altri di spegnermi.

Finiti gli studi superiori trovo lavoro presso lo studio notarile del mio paese dove rimango per dieci anni.

Nel frattempo mi sposo e, dopo un po’ di anni, decido di dedicarmi  esclusivamente ai miei due splenditi figli, l’unica decisione di cui non mi sono mai pentita.

Paola Sanna, Qui e ora

QUALCOSA IN ME STAVA CAMBIANDO, O MEGLIO, RITORNANDO…

Qualcosa in me, però, stava già cambiando o meglio, ritornando. Quella bambina insoddisfatta stava scalpitando e fuori mi si rifletteva ciò che non andava al mio interno. Tutto sembrava essere messo in discussione e non potevo più ritornare indietro.

Sono serviti dei momenti molto bui in cui passare affinché l’inespresso che stava irrompendo dentro di me  esplodesse. Iniziai a interessarmi alla spiritualità in maniera più approfondita e a delle letture che non avrei mai pensato di vagliare. Andavo anche da un argomento all’altro, ma la cosa era solo apparente, poiché tutto sembrava collegarsi; era come se fossi alla ricerca dei miei stessi pensieri, scoprii che qualcuno prima di me li aveva espressi e non parevano più così assurdi.

Sentivo che l’universo mi stava dando un’altra opportunità, in realtà ero io che me la stavo offrendo. Potevo essere una versione più autentica, fuori dai condizionamenti e dai ruoli che fino ad allora avevo interpretato. Mi ero inferta troppi brutti colpi, ora era la passione che mi stava dando la forza di prendere delle decisioni importanti che avrebbero cambiato la mia vita.

Ricominciai a dipingere, a scrivere, e non solo poesie, anche racconti, brevi testi teatrali e canzoni.

Le parole e i colori sembravano lenire i lividi che avevo accumulato e finalmente riuscivo a esternare ciò che non avevo ancora visto della mia vera me.

La prima poesia l’avevo scritta a 15 anni, una preghiera alla luna che ogni tanto mi piace rileggere, ma è nel 2015, con l’intento di condividere i moti della mia anima, che pubblico la mia prima raccolta di poesie dal titolo: “Il mondo eterno degli angeli” e realizzo la copertina con un mio dipinto.

“Come una farfalla

che ha perso le sue ali di cristallo

posso provare

come un fiume che scorre al contrario

come il vento che soffia dalla terra al mare…”

INIZIO COSÍ IL MIO PERCORSO ARTISTICO… IL CAMMINO VERSO LA BELLEZZA

Mi dedico con grande impegno alla mia preparazione, sia alla scrittura che alla pittura e alla mia “non conformità al tecnicismo”. Sperimento con passione, dandomi l’opportunità di sentirmi.

Partecipo ad eventi culturali, rassegne, reading di poesia, istallazioni permanenti, mostre collettive e personali, anche fuori dalla mia provincia.

Faggeta del Monte Cimino(VT), Reading di poesia e installazioni a cura di Paola Sanna 

Negli anni ho conosciuto artisti stimati, altre figure che ruotano nel mondo dell’arte e da loro ho ricevuto e ricevo, un grande nutrimento.

I miei dipinti non nascono quasi mai da un’idea e/o se succede tutto potrebbe cambiare in corso d’opera. Prendono forma da un colore, da un materiale e dall’energia che essi emanano e poi avviene il senso di tutto. È così che rendo visibile ciò che non lo è. Il mio divenire espressivo non si rinchiude in uno stile predefinito, e mira alla molteplicità del mio essere unico.

Paola Sanna, Risvegli

Paola Sanna, In ogni mio battito

“Imprimo sulla tela frammenti della mia anima

prima che il tempo della nostra esistenza terrena

ne aumenti la distanza.”

La pittura e la scrittura iniziano a intrecciarsi e, senza che l’una sia la didascalia dell’altra, mi ritrovo in un flusso che non smette; “Quando scrivo il tempo si ferma, quando dipingo il tempo non esiste.”

Nel 2017 pubblico un racconto per bambini dal titolo: “La notina Fa (e) l’amore” e nello stesso anno organizzo la mia prima mostra personale: “AЯLte Я∞Эgo”, poi seguiranno le personali: “ALI E RADICI”  nel 2019, “Risvegli” nel 2021 e “Lo spirito del profondo” nel 2023.

Alcuni dipinti faranno parte della scenografia di un film e un’opera sarà finalista al “Premio De André” nel 2022.

Le mie poesie verranno pubblicate anche nei cataloghi di altri artisti e inserite in tre antologie: “Il Sublime” nel 2020, “Voci Poetiche per Alda” e CET scuola autori di Mogol nel 2021.

NUOVE CONSAPEVOLEZZE

A consolidare il raggiungimento di un altro stadio della mia consapevolezza è la stesura e la pubblicazione della mia seconda raccolta di poesie dal titolo: “IO SONO”.

Due parole che non esprimono né il passato né il futuro, ma pienamente il presente.

In qualsiasi luogo o tempo io sia, qualsiasi cosa io faccia, pensi o dica, al di là del genere, del ruolo e di tutte le etichette, io sono già; noi siamo già, questo è il mio pensiero.

L’Io sono è l’unica cosa permanente, lo spirito animatore di ogni cosa, la sostanza, il sé reale, l’infinito e l’infinità. E’ nell’Io sono che annullo lo spazio e il tempo e mi abbandono alla consapevolezza di essere in connessione con il tutto.

“Mi ritrovo al di là dello spazio

in una dimensione

dove non esiste tempo

ma il mistero di me

in un meraviglioso movimento eterno

vedo ciò che il cielo

oltre il vedere dei miei occhi

mi aveva promesso

e sento tutto

fino a esserlo.”

Concludo questo mio piccolo scritto autobiografico, augurandomi che chi ascolterà, leggerà e osserverà le mie opere possa scoprire un po’ di sé e accorgersi che sono più le cose che ci accomunano di quelle che ci distinguono.

Paola Sanna 

PER SAPERNE DI PIÚ