Settembre/Teatro e non solo… il gesto artistico

Focus Estate/Teatro e non solo… il gesto artistico 

A settembre: CALENDRIER VIRTUEL EUROPÉEN 2021, un projet partagé avec Geapolis, LA PICCOLA GALLERIA et GHILDE DES PHOTOGRAPHES- EUROPE ECHANGE. Dans le cercle d’étude virtuel Calendrier européen 2021 il est temps de découvrir l’apprentissage collaboratif pour apprendre à apprendre comment utiliser les nouvelles technologies de façon créative. Occasion favorable pour encourager la participation à la vie culturelle locale et europeen.

Dans le cercle d’étude virtuel CALENDRIER EUROPEEN 2021 les mois passent en laissant une piste qui s’exprime à travers différentes langages ….photographique, écriture créative, audio, vidéo.

Objectif: favoriser une attitude positive envers les différences culturelles et d’encourager la curiosité sur les langues et la communication interculturelle. Les pages web proposent le résultat des activités de partage des participants. Intentionnellement, les textes partagés ne sont pas traduits pour stimuler la communication dans une langue étrangère.

A teatro: estate dietro le quinte  Scambio fotografico

L’Envers du Decor. Les coulisses du  Théâtre  Échange photographique

Photos Michelle UPPMAN, Jean-Pierre LE MOIGN, Eleonora Cecconi - Textes Brigitte LE MOIGN

Costumes, accessoires et décors. Au théâtre, costumes, accessoires, décors, ont différents rôles pour ancrer l’action dans une époque précise, la définir dans un espace, révéler la psychologie des personnages, dévoiler l’esthétique du spectacle. Ceux sont des éléments visuels très importants, ils éclairent pour le spectateur les personnages, ils peuvent économiser description et discours narratif, ainsi le public doit lors de la représentation, comprendre vite, créant une complicité avec le personnage.

Les coulisses, ce qui se passent dans l’isolement, à l’écart du public et à son insu, rester caché tout en participant à une action...

Photos Michelle UPPMAN, Jean-Pierre LE MOIGN

Décorum: Donne du prestige, frappe l’imagination des masses « Il en faut ! il en faut!» (Gustave Flaubert)

Foto di Eleonora Cecconi

La vita è teatro, ma non sono ammesse le prove. (Anton Cechov)

Giovane drammaturga e regista teatrale, Eleonora Cecconi a 4 anni è già sul  palco per la recita della scuola materna. Da allora non ne è più scesa. Dal 2015 ha in attivo diversi laboratori di formazione teatrale permanente presso la sede dell’Associazione Voci e Progetti di Perugia. Nel 2019, in occasione dei cinque anni di attività di La Linea Gialla, Eleonora Cecconi ha voluto festeggiare con due progetti impegnativi. Presso il teatro Talia di Gualdo Tadino, in collaborazione con l’associazione Gualdese Note di Teatro, è andato in scena  la commedia LISISTRATA, Saggio conclusivo del laboratorio di Teatro di cui Eleonora ha curato l’adattamento e la regia. Inoltre, in una villa storica di Ramazzano (PG) ha voluto festeggiare  insieme alla sua compagnia curando l’adattamento e la regia dello spettacolo itinerante “L’ORSO” di Cechov. 

L’orso è una breve opera teatrale in un atto unico di Anton Čechov, scritta nel 1888. Protagonista è Elena Ivanovna Popova, una vedova inconsolabile che ha giurato, dopo la morte del marito, di non uscire più di casa e di non frequentare più alcun uomo, nonostante le insistenti preghiere a ripensare la sua decisione da parte del suo servitore Luka. La situazione si capovolge quando l’ex ufficiale di artiglieria Smirnov va dalla Popova a riscuotere delle cambiali. Il rifiuto di lei a pagare e la volontà di lui ad esigere quanto dovuto originano un dialogo concitato, che degenera in un duello fra la vedova e l’ex ufficiale.

Mi muovo su due linee parallele, quella con i professionisti e quella con gli amatori. IL MIO PRIMO LAVORO con i professionisti ha segnato anche il mio debutto come regista. Un inizio singolare: ho affrontato il tema della vecchiaia. Mi domandavano. “Ma come? A ventiquattro anni inizi a scrivere sulla vecchiaia?”. Ebbene si! Era il mondo che conoscevo di più. Sono cresciuta con i nonni, provenivo da un piccolo paese, con molte persone anziane. In quel momento della mia vita era come se mi appartenesse di più il mondo degli anziani che quello dei giovani… “L’ennesimo compleanno”, questo il titolo dello spettacolo, è stato un vero successo!!! Sono riuscita a far incontrare e a far dialogare diverse generazioni a teatro. Gli anziani hanno scoperto una chiave per sorridere anche di alcune fragilità legate allo scorrere del tempo. I giovani hanno avuto l’occasione di riflettere e di fermarsi a pensare… Ognuno di loro ha potuto riconoscere sulla scena le situazioni e le vicende di un nonno, uno zio, un parente lontano… (Eleonora Cecconi- anno 2018)

IL TEATRO non solo come professione ma… IL TEATRO come attività amatoriale, il TEATRO come attività educativa e riabilitativa ovvero… IL TEATRO come contesto di apprendimento privilegiato per promuovere e perfezionare le competenze, culturali, sociali e civiche… Per chi? In quali contesti? A quali condizioni? Perché?   Leggi tutto clicca qui 

Année 2021 : Célébration en Normandie du bicentenaire de la naissance de Gustave Flaubert

Gustave Flaubert est né à Rouen le 12 décembre 1821 et décédé à Croisset (lieudit de la commune de Canteleu) le 8 mai 1880. Flaubert manifeste son attachement à sa région natale dans son roman « Madame Bovary » – (1857) qui se déroule dans le village normand de RY. Il y porte un regard critique sur les comportements de ses contemporains et sur le fonctionnement de la société. Son talent, ses convictions d’auteur lui ont valu une reconnaissance internationale. Ils ont fait de lui l’un des plus grands écrivains célèbres normands.

« L'auteur, dans son œuvre, doit être comme Dieu dans l'univers, présent partout et visible nulle part. » (Gustave Flaubert)

MADAME BOVARY…

« Teatralizzare la realtà »

Extrait. En Italie: un laboratoire d’études flaubertiennes. Du vivant de Flaubert, aucune traduction de ses œuvres et aucun contact avec lui ne sont amorcés, bien qu’il ait déjà été remarqué par quelques écrivains. Madame Bovary est la première œuvre traduite (en 1881) et la plus exploitée, suivie de Salammbô (1905), des Trois contes (1906), de L’Éducation sentimentale (1908). On trouve quelques échos de Flaubert dans l’œuvre de Matilde Serao, notamment dans Fantasia (1881) qui s’inspire de Madame Bovary. À la fin du XIXe siècle, et avant la France, le milieu littéraire italien saisit l’originalité des réflexions de Flaubert sur l’art et l’importance de la forme. D’Annunzio et Pirandello lui sont redevables. L’intérêt grandissant pour l’écrivain dans les années 1930 explique la multiplication des études sur son esthétique conduisant à de nouvelles recherches. La traduction remarquable de Madame Bovary en 1936 par Diego Valeri fait ressortir le travail stylistique de l’auteur. On peut considérer que dans la deuxième moitié du XXe siècle, naît avec les travaux d’Alberto Centro sur Bouvard et Pécuchet et L’Éducation sentimentale, incluant les manuscrits de Rouen, l’étude critique des textes flaubertiens. Bouvard et Pécuchet est aussi la source d’inspiration du roman d’Alberto Arbasino, Fratelli d’Italia (1963). Dans sa nouvelle ligne éditoriale, Italo Calvino met en valeur les textes courts de Flaubert, notamment les Trois contes. Les chercheurs italiens continuent d’apporter leur contribution aux « études critiques et génétiques » sur Flaubert et sont associés aux recherches menées par le Centre Flaubert de l’université de Rouen. (Chantal CORMONT)

In Italia: un laboratorio di studi flaubertiani (Estratto).  Sebbene fosse già  stato notato da alcuni scrittori, in Italia i romanzi di Flaubert  vennero  tradotti solo successivamente alla sua morte.  Madame Bovary è la prima opera tradotta nel 1881) e la più studiata, seguita da Salammbô (1905), Trois contes (1906), L’Education sentimentale (1908). Troviamo alcuni echi di Flaubert nell’opera di Matilde Serao, in particolare in Fantasia (1881) che si ispira a Madame Bovary. Alla fine dell’Ottocento, e prima della Francia, la comunità letteraria italiana ha colto l’originalità delle riflessioni di Flaubert sull’arte e l’importanza della forma. D’Annunzio e Pirandello gli sono debitori. Il crescente interesse per lo scrittore negli anni ’30 spiega la proliferazione di studi sulla sua estetica che portano a nuove ricerche. La notevole traduzione di Madame Bovary nel 1936 ad opera di Diego Valeri fa risaltare l’opera stilistica dell’autore. Si può considerare che nella seconda metà del Novecento, con i lavori di Alberto Centro su Bouvard e Pécuchet e L’Education sentimentale, compresi i manoscritti di Rouen, nasce lo studio critico dei testi flaubertiani. Bouvard et Pécuchet è anche la fonte di ispirazione per il romanzo di Alberto Arbasino, Fratelli d’Italia (1963). Nella sua nuova linea editoriale, Italo Calvino mette in evidenza i testi brevi di Flaubert, in particolare i Trois Contes. I ricercatori italiani continuano a contribuire agli “studi critici e genetici” su Flaubert e sono associati alle ricerche svolte dal Centro Flaubert dell’Università di Rouen.  (Chantal CORMONT)

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