14 Mar Soft Skills Cantiere Aperto/ La resilienza
La vita non è facile per nessuno di noi. E allora? Noi dobbiamo perseverare e soprattutto avere confidenza in noi stessi. Dobbiamo credere che siamo dotati per qualcosa e che questa cosa deve essere raggiunta. […] Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire. (Marie Curie)

Grotte di Castro (VT)
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Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo «resalio». Forse il nome della qualità di chi non perde mai la speranza e continua a lottare contro le avversità, la resilienza, deriva da qui…
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Per RESILIENZA si intende la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi dolorosi, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.
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Nelle settimane di emergenza Covid 19 il tema della resilienza diventa quanto mai attuale. I linguaggi dell’arte, della letteratura, della fotografia, e le storie di vite resilienti diventano il filo rosso attraverso il quale i collaboratori della web Community di Geapolis presentano percorsi di approfondimento, riflessione e nuove proposte per l’autoformazione. #GEAPOLISRESTA
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Escher, Old Olive Tree, Corsica, 1934
PER INIZIARE...
Storie di resilienza
VECCHIO OLIVO
Oggi sono tornato all’oliveto,
al vecchio tronco che mi fu riparo.
Mi rivedo bambino, allo sterpeto
perso pei campi, ed a nessuno caro.
Mi nascondevo in me, come un segreto
dentro il mio giorno troppo lungo e amaro.
La notte per paura non dormivo
ed allora cantavo. Mi mentivo.
Tu mi hai visto, ancor peno, vecchio olivo,
mi rifugiavo nel tuo tronco cavo
dal freddo e il gelo, d’indumenti privo
e senza pane tra le greggi erravo.
Se fu mia colpa nascere in cattivo
tempo di guerra, di miseria, lavo
la macchia col tuo unguento, se a te piace,
e, alla tua fronda, infondermi la pace.
ENNIO DE SANTIS clicca qui
Nato a Perugia, dove oggi vive, Mattia Russo ha 25 anni. In tasca una laurea triennale in lettere moderne e una magistrale in “italiano per l’insegnamento a stranieri” in tasca. Titolo delle sue tesi: “Quando le Muse discesero nel mondo degli uomini. La scrittura femminile in Umbria tra Medioevo ed Età Moderna” e” Luoghi reali e luoghi immaginari della letteratura Italiana”. É particolarmente legato a quest’ultima, dove ha avuto l’opportunità di esplorare i luoghi reali e i luoghi immaginari presenti nelle opere “L’Orlando Furioso” e “Le città Invisibili”. Uno studio che gli ha permesso di progettare una unità di apprendimento sul tema, da sottoporre ad una ipotetica classe, dove ha immaginato essere presenti degli studenti, come lui, con DSA. Dislessico, viste le sue esperienze di vita personali, sogna di poter aiutare i ragazzi che, come lui, hanno questa particolarità. I disturbi dell’apprendimento, quindi, rappresentano un settore che lo affascina e che approfondisce particolarmente.
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