SEBASTIAN lo “ius exilii”

RACCONTI IN CIRCOLO / INVITO ALLA LETTURA E ALL’ASCOLTO

by Ida Renzicchi  ( Scritto e tradotto in inglese dall’autrice) 

Io e Sebastian, che ci eravamo avvalsi dello jus exilii*, non tornammo più in patria. Anche quando il nostro “volontario” confino si sarebbe potuto dire finito, non avemmo più la forza di resettare nuovamente le nostre vite: gli avvenimenti accaduti avevano cambiato anche il paesaggio delle nostre anime. Come altri, ignari, ci eravamo autoimposti, dopo millenni di storia, la stessa condanna in vigore nell’antica Roma, perché il tempo scorre ma certe situazioni continuano a riproporsi. `{`…`}`Ricordo la mamma che, prima della mia partenza, mentre mi abbracciava e mi baciava sussurrandomi all’orecchio: “Non tornare! Qualunque cosa succeda, non tornate! Giurami che non tornerai indietro…”, frettolosamente mi spingeva fuori dalla porta dove, prima che io varcassi la soglia di casa per sempre, aveva pronunciato, forte, in modo da poter essere udita da chi ci stava sicuramente ascoltando: “Mi raccomando amore mio… fai buon viaggio… giudizio… e studia eh… ti aspetto… a presto!”. Io avevo risposto: “Sì, sì!” Sì a cosa? Che non sarei tornata mai più o che avrei avuto giudizio, avrei studiato… che avrei fatto buon viaggio? Non lo sapevo neppure io. Avevo il cuore ed il cervello in tumulto. Tutto quel fingere una situazione normale, quando di normale non c’era proprio niente…

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*JUS EXILII. Secondo il diritto penale romano al condannato a morte era data facoltà di sottrarsi all’esecuzione capitale sottoponendosi volontariamente all’esilio prima della condanna. In questo caso il giudice lo condannava in contumacia alla aquae et ignis interdictio. Lo jus exilii era considerato a pieno titolo pena capitale, in quanto comportava la perdita della condizione di cittadino romano e, qualora l'imputato fosse rientrato nel territorio romano, non avrebbe riacquistato la soggettività giuridica e sarebbe stato considerato nemico pubblico per cui nessuno lo avrebbe aiutato e chiunque avrebbe potuto impunemente aggredirlo o ucciderlo.

*”CORSI E RICORSI” Nel Maggio 2022, ancora una volta nella storia, una nazione ha messo all’indice, vietandone la stampa e ritirandole dalla vendita, anche on-line, alcune opere letterarie tra le quali due romanzi distopici: il celeberrimo capolavoro “1984” dello scrittore britannico George Orwell e “Dogs of Europe” di Olgerd Bakharevich. Per le persone, che hanno già vissuto l’esperienza della repressione e della censura intellettuale, la notizia fa tornare alla mente ricordi laceranti di un periodo creduto ormai superato, quando, la mancanza di libertà, causò morte e disperazione: allora, sotto l’egida dei diritti e dell’uguaglianza, un regime, dopo aver sovvertito il potere precedente considerato liberticida, era finito poi nella negazione completa di quegli stessi ideali dei quali si era proclamato paladino.  Impedire la conoscenza è un delitto grave, lesivo delle libertà altrui.

Ida Renzicchi 

  Immagini di  Regina KIRILLOV click here