..
Sabato primo giugno 2019 Ennio De Santis ci ha lasciato
La sua poesia continuerà a parlarci di lui e di noi…
.
.
.
.
.
.
..
Sabato primo giugno 2019 Ennio De Santis ci ha lasciato
La sua poesia continuerà a parlarci di lui e di noi…
.
.
.
.
.
.
Alba sul lago di Bolsena -foto by Oscar Martini

.
Lo spazio web rimarrà a disposizione di tutti coloro che vorranno ricordare Ennio. Chi intende contribuire con un pensiero, un aneddoto o una riflessione personale potrà inviarlo all’indirizzo: segreteria@geapolis.it
I contributi firmati verranno pubblicati nei prossimi mesi.
.
.La poesia é il volo oltre l’ultimo cielo
.
La poesia
é la voce e la mano del sentire.
È il cuore aperto,
la mente in cerca del filo
della cruna e del tessuto.
È occulti rivelati.
È l’immenso.
È il soffio e l’ala
In bocca dei viventi.
È il volo
oltre l’ultimo cielo
illuminato
davanti all’occhio di Dio
Ennio De Santis
.

Sono trascorsi già due anni… quel DA ME A ME è diventato DA NOI A TE!
Rassegna stampa

.
Il numero 119-Estate 2019 del periodico la Loggetta ricorda Ennio De Santis in una raccolta intensa e corale… Contributi di Antonio Mattei- Mauro Galeotti- Antonello Ricci- Pietro Benedetti- Giuseppe Bellucci- Nescio Nomen- Luisa De Santis- Canino.info- Antonella Cesari La-Loggetta-ricorda-Ennio-De-Santis.pdf (204 download )
.


“Ringrazio Ennio De Santis amico d’infanzia, pittore e poeta insignito medaglia d’oro–Premio letterario internazionale “San Valentino” – 2004, per i consigli di vario genere sui testi veramente “d’oro” per me”. (Romano Giardili)- 2019

Romano Giardili, nato ad Arlena di Castro nel 1937, coetaneo di Ennio, è vissuto sempre in questo piccolo paese dell’Alto Lazio, dedicandosi prevalentemente al commercio. Ha coltivato sempre la passione per la poesia anche grazie alla sua amicizia con De Santis, amicizia che risale ai tempi dell’infanzia. Con il passare del tempo, e subito dopo la perdita della moglie avvenuta nel 2013, ha iniziato a scrivere delle poesie. Ha proposto un primo libro intitolato “Fare le Rime 1” nel 2015, un secondo libro intitolato “Fare le Rime 2” nel 2017 e, nell’agosto del 2019, due mesi dopo la morte di Ennio De Santis, la raccolta dal titolo “L’Ancora”.
Ricordi e insegnamenti di un maestro

.
A ENNIO
Tu che nasci
dal CUORE DELLA TERRA
Il tuo vivere
Sentire
Amare
Lo hai traboccato
dal TUO CUORE.
Ci hai inondato
di tutta quella natura
che è madre perfetta
e trasforma, costruisce
nelle infinite reti della
sua musica
tra mille sfumature di colori.
La tua poesia coglie
le ansie, paure, oppressioni,
gioie, amore, bellezza
che sfociano e sublimano il più alto valore dell’essere.
Ci doni il tuo scrigno
dove accogliamo il meglio di te
per usarlo
quando ne abbiamo bisogno
per dare quel valore alto, nobile
per non dimenticare mai
l’equilibrio perfetto della vita
insieme a tutto il Creato
che tu hai tanto amato.
.
Piansano, 09.02.2020
.


UN SOLE NUOVO CHE SULLA PACE RISPLENDA …
Poesia e opera pittorica di Ennio De Santis
Amore grida forte: Pace!
Ma la guerra è sorda,
il terrore è sordo.
E tra Oriente e Occidente
le voragini si aprono
e le città fumano
e la pace precipita
con il cielo in rovina.
E dentro gli occhi
si annida la paura:
bianchi come lenzuola,
gonfi come bulbi,
fondi come pozzi,
in cui la morte beve
gli ultimi sospiri.
E noi, bambini geliamo,
siamo fiori ricoperti di brina
in questo braccio di ferro che ci stringe.
Altro, era il nostro destino.
Accendilo tu, altri non sanno,
o Bambino Gesù,
un sole nuovo
a illuminare le menti… (segue)

Ennio De Santis, Il presepe delle greggi, olio su tela (22 Dicembre 2015- Tuscania)
…. Un sole che i suoi raggi sventagli
ed al vento li intrecci,
ed ai nostri capelli, alle mani, alle risa,
alle gioie che vogliono volare
incontro alle sue vampe
di farfalle trapunte!
Un sole nuovo
che sulla pace risplenda.
Ennio De Santis- Natale 2015

[…] qualcuno vicino a me frettolosamente, mi sussurrava all’orecchio un breve profilo di Ennio. Che era di Tuscania ma nativo di Piansano, che aveva fatto il pastore fino ad età avanzata, che faceva anche quadri. Man mano che il mio interlocutore continuava nella descrizione delle doti di questo signore scarsamente scolarizzato, sentivo crescere in me la stima per la facilità con cui lo sentivo trovare le rime giuste nel rigoroso rispetto della metrica e della ripartizione dei versi in endecasillabi.[…] Dietro quella naturalezza che all’occhio inesperto poteva sembrare faciloneria, s’intuiva che c’era invece tanta esperienza […] dietro quel carattere calmo, pacato, sorridente, come poteva esserlo il vecchio saggio della nostra infanzia, nascondeva un vigore eccezionale, una forza fuori del comune che si sprigionava nel contatto dei colori. Leggi tutto clicca qui
Si é svolto a Vasanello, venerdì 29 novembre 2019, l’evento “Metti una sedia… Omaggio a Ennio De Santis”, curato dal professore Marcello Arduini, in collaborazione con la dott.ssa Melissa Filesi e l’artista Alfideo Fochetti.
Il professore Marcello Arduini, in veste di antropologo, ha conosciuto e frequentato a lungo Ennio De Santis. Nel corso del tempo, si è consolidata una autentica e feconda amicizia. Lo ringraziamo per la sua testimonianza che va ad arricchire lo spazio web di Geapolis voluto e incoraggiato da Ennio De Santis. Egli desiderava, infatti, che i suoi versi fossero patrimonio di tutti e arrivassero a tutti. Ogni ricordo e ogni testimonianza che riusciamo ad aggiungere contribuiscono, così, a prolungare il suo ricordo e a far risuonare ancora il canto della sua poesia.
.
.
.
Il primo giugno di quest’anno 2019 se n’è andato Ennio De Santis, grande amico, grande poeta, ma soprattutto grande persona. Ho mille ricordi di Ennio. Ho mille sentimenti. Ho mille sensazioni. Ho mille palpiti. Tutto mi si affolla e tutto mi si fa immagine. Le presentazioni dei suoi libri, le mostre, i viaggi, le discussioni, le cantate, le letture, le correzioni che qualche volta mi chiedeva, le serate a stare insieme ad altri amici, a bere, a mangiare, a pensare, a toccarsi, a ridere, a scherzare, a commentare, a sfottersi. […] Leggi tutto clicca qui


.
Però l’anima, no, ch’è trama ordita
in tessuto, e la carne filtra e staccia,
in volo resterà non vista e udita. […]
….mettetele una sedia al tavolino. […]
Ennio De Santis, 23 febbraio 2017
Sono già passati quattro mesi
Ci sarà sempre una sedia, per te, alla nostra tavola
(Gli amici)
.
.
… TU LUZ SOBRE EL UNIVERSO ….
Pasa un astro galopando
por las cuspides del cielo
en sus manos un pañuelo
de nubes va coloreando
la octava rima cifrando
su pincel en cada verso
y hay estas poeta inmerso
en tu adios y bienvenida
repartiendole a la vida
tu luz sobre el universo.
(Xesca Almécija)
.


.
….SOBRE TU ALMA EL ABRAZO DE UN CUBANO …
He visto en cada corcel
que pintas, saltar la cima
escuche tu octava rima
lei humildad en tu piel
no cabria en este papel
un adios que me consterna
sobre tu alma se cierna
el abrazo de un Cubano
portador en cada mano
de tu vida sempiterna.
(Jose Antonio Roche García)
.
.
ANIMA IN VOLO
Anima in volo tesa sull’orizzonte
A cercare l’abisso del senso
Più alto del vivere in tensione,
Anima che parli ancora
Dopo il tuo planare negli spazi
Aperti dell’essere a cercare,
Anima che palpiti ancora
Dopo il tuo atterrare sulle rive turchine
Per chi le radici ha strappate oramai
Alla terra
Canta
Ancora
La bellezza misteriosa che ha la vita
Ora che ancora più alto cammini
Nella vita sopra la vita
Ora che ancora scolpisci nei tuoi colori
Di maremma i rossi i cobalti i cadmi
I bruni i cinabri
Nel turbine di luci che sempre hai amato
Che sempre parlano
Di libertà in volo a respirare la vita.
Un amore che sa d’eterno dici ancora per te per noi
E noi per questo ti amiamo,
caro per essere col tuo canto e colore nella nostra vita.
(Lamberto Brizi)
.


…… da Lamberto Brizi,
anch’ io credo di essere stato un amico fra tanti, per aver condiviso, reciprocamente apprezzando, tempo, cuore ed anima durante le nostre lunghe conversazioni all’interno di quella fu la casa del pittore Piero Lanzetta. Speranze e trepide attese, emozioni e pensieri liberi sul senso della vita, dell’essere; progetti, tanti e pieni di curiosità e di slanci, senza fine. Intenso quel tempo, colmo di simpatia e condivisioni reciproche. Confronti anche critici, perché no, sulle prime e timide esperienze artistiche. Ricordo, tra i lavori da me fatti, un ritratto ad olio per Ennio proprio seduto in poltrona, mentre si conversava del più e del meno. Tanti sono stati i momenti di confronto sulla sua produzione poetica, della quale ho sempre apprezzato la freschezza e la forza evocativa: ci nutrivamo reciprocamente. Amore, amore per tutto, sentivo nei suoi slanci creativi, sposati ad una sensibilità e capacità di sorprendere davvero particolari. Quasi ogni giorno (eravamo negli anni settanta e primi anni ottanta) mi aggiornava sulle ultime poesie, “cantandomi le sue sudate carte” che muoveva e rimuoveva tremante tra le dita. Era un fuoco negli occhi che inevitabilmente contagiava: tutto per puro amore di condivisione.
E’ stato un tempo di esplosione creativa e di purificazione della lingua (alta ed efficace nello stile) che è andata via via raffinandosi sempre di più, trasformata dal crogiuolo della sua finissima sensibilità. L’ultimo momento e credo il più alto della nostra comunione fu in occasione della presentazione a Viterbo ( Palazzo della Provincia 1991) de “ il vento di inverness e la voce del deserto” (italiano-inglese); in quella circostanza ebbi a dirgli che la sua poesia è l’espressione di un animo complice e distaccato, veggente e critico. Questa fu la sua vivida dedica: ”Lamberto, vent’anni dopo le nostre mani di brace”.
Le nostre strade poi si separarono, secondo il naturale accadere, vedendoci solo in occasione di sue mostre di pittura a Piansano. Ma tutto è rimasto!
Ciao, Ennio. Lamberto

.
Per i pastori e per gli amici
nel mio ottantesimo compleanno
Sento odore di fumo all’orizzonte.
Il fuoco distruttivo attende acceso,
ed io raggiunto in cima del mio monte
sto sulla fiamma in bilico sospeso.
Quando accadrà che volgerò la fronte
e renderò alla terra ciò che ho preso,
cari amici del Poggio: La Bandita,
vi resterà di me l’ombra smarrita.
La forma vuota di codesta vita
e del passaggio mio solo la traccia.
Però l’anima, no, ch’è trama ordita
in tessuto, e la carne filtra e staccia,
in volo resterà non vista e udita.
Voi quando mangerete la focaccia,
col cacio la porchetta e del buon vino,
mettetele una sedia al tavolino. […]
Ennio De Santis, 23 febbraio 2017
.
.
..qui, disteso,
spalmato sui campi,
qui, dita di un dio,
sorreggono giovani steli robusti,
la tua zolla,
che decorata di labbra
aperte al bacio di caldi raggi,
dalle mille pupille sorridenti,
chiama e riceve amore dai suoi cieli…
Andrea Rossi


.
Ennio de Santis, un’anima nobile, sincera, estrosa che sapeva volare alto… Un anima che, se non avessi incontrata, avrei vissuto ancor aridi soggiorni in questa vita….Un padre nave, che, con grande nostalgia, nei miei pensieri àncoro.. (Marinella Marabissi)
.
Voglio qui ricordare il mio amico e grande poeta Ennio De Santis, il mio incontro con Lui. In autunno si organizzano feste, particolarmente nei paesi del centro Italia, per festeggiare la vendemmia. A Blera, la Pro Loco, tempo fa, aveva organizzato la festa dell’uva. In quella occasione era prevista l’esibizione di alcuni poeti improvvisatori dell’ottava rima. Quella fu per me e la mia compagna Marinella una occasione veramente fortunata. Abbiamo ascoltato versi improvvisati e cantati da un poeta che non conoscevamo. Era Ennio De Santis. Per noi appassionati, ma ancora alle prime improvvisazioni in ottava rima, quell’incontro fu illuminante ed entusiasmante. Ci sorprese la bellissima poetica, la generosità, la disponibilità e l’incoraggiamento del Poeta. Ci siamo sentiti fortunati nell’aver incontrato un artista come lui. Quella sera, dopo lo spettacolo, mi trovai accanto a lui a cena. Parlammo moltissimo.

Ennio mi trascinava con il suo entusiasmo e la passione per la pittura e la scultura che praticava fin da giovane. Ma soprattutto mi coinvolse nel mondo della poesia scritta è improvvisata in ottava rima. A fine serata nel congedarsi da noi volle farci omaggio di alcuni cataloghi delle sue pubblicazioni e noi con piacere ed entusiasmo acquistammo il suo libro di poesie. Ci lasciammo con il suo invito e la nostra promessa di visitare il suo studio a Tuscania. Nacque tra noi una sincera e grande amicizia. Più volte siamo tornati nel suo studio per godere della sua compagnia ed ammirare i suoi quadri. Ci siamo poi ritrovati a Pomonte per le esibizioni in ottava rima. Io ebbi la fortuna di improvvisare e cantare con il grande ultimo vero poeta maestro dell’ottava rima. Era bello e stimolante cantare con Lui. Il suo grande senso di umanità, il suo sorriso sempre presente e disponibile ci incoraggiava a fare sempre meglio. L’amicizia e la fiducia alimentavano i nostri rapporti. Ennio ci ha regalato anche nuovi amici, mentre con gioia e generosità ci invitava al Colle, luogo magico dove Donato, padrone di casa. Insieme ad altri pastori e contadini che rallegravano con spensieratezza l’atmosfera, il poeta leggeva i Suoi versi, così fino al tramonto.

Ennio De Santis
Tutto questo faceva dimenticare gli affanni, i problemi e dispiaceri che nascondeva nel suo cuore. Nei suoi quadri, colori vivissimi e immagini di animali esprimono sentimenti gioiosi in atmosfere idilliache;sono racconti pastorali dove emerge tutta la sensibilità dell’uomo poeta e del pittore. Ennio è stato per me un maestro di vita, amico sincero che avrebbe meritato molta più considerazione e successo. Nella mia camera da letto ho i suoi quadri e sul mio comodino tengo i suoi libri, dove trovo il suo pensiero e la sua poesia quando ne ho bisogno. Nella sua poesia Ennio racconta gioie, dolori, amori e il quotidiano in modo molto poetico, raffinato come la sua anima.
Mi trovavo in zona, presso le Terme dei Papi, quando ho saputo del suo ricovero. Sono andato a trovarlo in ospedale. Il giorno successivo alla mia visita, ho saputo che il suo corpo aveva ceduto al male. Ho perso un amico gentile, buono disponibile, generoso. Ciao Ennio amico mio! Angelo Rossetti- Siena

Era Giugno del lontano 1979 quando ho conosciuto Ennio De Santis… Nello stesso mese è trasvolato ad altra vita. Ci eravamo sentiti prima. Tramite corrispondenza avevamo intrecciato un’amicizia tra il poeta, gli alunni della mia classe, la terza elementare statale di Presina, una frazione di Piazzola sul Brenta –Padova e la sottoscritta. Ho riletto più volte una lettera che ci aveva inviato ed il suo contenuto ora più che mai penetra nel profondo del mio cuore. Eccola a voi …. Una particolare frase mi preme evidenziare perché aiuta ad esplicare la personalità di Ennio: “…ci sono uomini che restano eternamente fanciulli…”. Così era lui, un uomo con il cuore da bambino.
In occasione della consegna delle pagelle è venuto di persona e ha donato a noi tutti una copia con dedica del suo libro IN UN CAVO DI TERRA.

Mio marito ed io abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitarlo a casa nostra per alcuni giorni. Ricordo il suo arrivo. Siamo andati ad incontrarlo, per facilitargli il percorso, all’uscita autostradale Padova Ovest; dopo i saluti e una stretta di mano ci ha fatto vedere il dono che ci aveva portato. Disposti sui sedili posteriori della sua automobile c’erano due quadri ad olio, ancora freschi di colore. Si dimostrava molto preoccupato perché temeva di averli rovinati con la cenere delle sigarette fumate durante il viaggio e depositatasi sui dipinti. In realtà non erano stati affatto danneggiati.


Ci aveva pure spiegato il contenuto in essi rappresentato dicendoci che lui si sentiva sempre molto attratto e particolarmente impressionato dall’affetto che la pecora madre nutre e manifesta al suo agnellino. Con ciò il cantore della maremma ci aveva rivelato il suo spirito bucolico ed il suo sentire raffinato e profondo.
Il giorno dopo avvenne l’emozionante incontro con gli alunni della mia classe; appariva davvero un fanciullo tra coetanei: la sua gioia e semplicità si leggevano in trasparenza nel luccichio degli occhi. Nel corso della sua permanenza abbiamo avuto il piacere e l’onore di approfondirne la conoscenza. Dalla conversazione trapelava l’ammirazione e l’amore profondo per il suo ambiente, la sua terra; ci illustrava le “dolci ondulazioni delle colline” dove trascorreva la maggior parte del tempo in compagnia del gregge.






Ci raccontava di come era sorprendentemente scaturito in lui il gusto e la passione per la poesia, della facilità del suo fluire poetico, del piacere di esprimersi attraverso la pittura. Parlava di rime, di endecasillabi, di ottave e dell’attrazione verso i grandi poeti, ai quali si era avvicinato per studiarli, per approfondirne la conoscenza e per riceverne insegnamento.
Era strabiliante il modo irrompente di produrre versi, in ogni momento, ad una qualsiasi sensazione; con immediatezza poetava, su qualsiasi “pezzo” di carta scriveva…scriveva…scriveva poesie.
Provavo disagio ed imbarazzo nel rapportarmi con tale personaggio così geniale, stupore ed ammirazione quando mi chiese un foglietto da un blocco notes e, in men che non si dica, produsse la seguente poesia in mio onore.




Ricordo che nei suoi racconti spesso citava il nome di Agostino Pensa, un suo amico, collaboratore; mi era sembrato di capire che da questa persona riceveva incoraggiamento per le sue produzioni e pubblicazioni. Mi aveva regalato le seguenti tre edizioni antologiche curate da A.Pensa nelle quali erano contenute le sue poesie.
Con profondo dispiacere ho appreso della dipartita di Ennio De Santis. È consolante per me la convinzione che se ne è andata solamente la fisicità di Ennio, in realtà rimarranno vivi ed inestinguibili i caratteri della sua geniale personalità e l’indubbio valore artistico presente nelle opere che ci ha lasciato. Credo inoltre che il tempo gli renderà meritati riconoscimenti, onori e fama.
Ringrazio la buona sorte che mi ha concesso di incontrare una persona di così elevata statura per la quale nutro profondi sentimenti di stima e di ammirazione.


“Nessuno è profeta in patria” recita un antico proverbio. Niente di più vero e sperimentabile. La Tuscia è terra ricca di storia, di bellezze paesaggistiche, di cultura. E nell’universo culturale della Tuscia spicca in modo particolare la figura di un originale artista e poeta-pastore autodidatta: Ennio De Santis. E’ la sua una poesia che fa tutt’uno con il sentimento e che parla direttamente al cuore. Ricca di metafore e di onomatopee, parla di infanzia, di paese natio, di amore per la terra e per gli animali che alla terra sono più radicalmente e visceralmente legati: le greggi.

Si crede, erroneamente, che la poesia sia difficile da capire e che i bambini non la amino…Durante la mia lunga carriera di insegnante, mi sono trovata spesso a parlare di poesia ai miei alunni, ma ricordo in particolare un evento ed una poesia. Insegnavo Lingua italiana in due classi della scuola elementare di Piansano. Nel mio plesso era stato elaborato un progetto didattico che coinvolgeva tutti i docenti e che si poneva come obiettivo la conoscenza del territorio, illustrato e studiato da vari punti di vista (storico, geografico, economico-sociale, culturale…).
PAGINA WORK IN PROGRESS
Partecipa anche tu alla costruzione della pagina… Invia un tuo ricordo, un tuo pensiero…
segreteria@geapolis.it