Maria Luisa Daniele Toffanin/ Colori e suoni a Boscoverde

.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI 

LUGLIO … LA VOCE DAL-DEL SILENZIO

Domenica 3 luglio 2022. Un boato, un’onda scura alta 60 metri e larga 200, inclinata di 45 gradi. Così il ghiacciaio sommitale di Punta Rocca, in cima alla Marmolada, al confine fra Trentino e Veneto nel Comune di Canazei, precipita a valle. Un crollo, per dimensioni, senza precedenti sulle Alpi: la valanga di ghiaccio e massi di pietra, simile a un torrente esondato, ha invaso l’area di due chilometri quadrati un tempo occupata dal fronte del ghiaccio oggi scomparso, oltre mezzo chilometro più a valle.

Maria Luisa Daniele Toffanin  ha appreso la notizia durante il suo soggiorno estivo a Boscoverde,  frazione di Rocca Pietore, alle pendici del Monte Sasso Bianco. Il suo Taccuino poetico mensile  ci fa partecipi di uno sguardo poetico  che tenta di farsi segno, parola, verso capace  di dire l’indicibile sgomento, la supponenza e al contempo la balbettante impotenza dell’uomo davanti ad una Natura che sembra esprimere un volto inquieto ed inquietante, non disdegnando di elargire “inattesi provvidi doni”. 

Friabile/fragile/o mia Regina/frantumata dolomie/fatale sorte umana./Crolla il mito-bellezza/ d’immacolate nevi/ ed eterni ghiacci trasparenti./Chi salverà il mondo?/ L’umana specie/ devastante/ e vitali radici/ e cerchi di perfetto equilibrio./ Un inatteso tuo provvido dono/o Madre Natura sempre a noi madre? `{`…`}`

RITORNO A BOSCOVERDE. IL TACCUINO POETICO DI MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN

HAIKU-POESIE DEL VIAGGIATORE

a cura di Maria Luisa Daniele Toffanin

A Boscoverde, luogo dei ritorni, nella casa in mezzo al prato, nel silenzio intorno la natura offre sempre nuove scoperte di colori suoni, in immagini minimali che suscitano nuove emozioni, richiamano all’amore per la vita raccolte in brevi sintesi, quasi haiku-poesie del viaggiatore. Genere poetico da me amato e usato anche per avvicinare i bambini della prima e della seconda elementare alla poesia. È un metodo infatti che incita all’osservazione con carica emozionale, permette di trovare parole sintetiche ma precise con risultati ottimali per i bambini che poi passano facilmente ad animare i versi. Questo lo racconto nel progetto “La scoperta della poesia bambina”.

Ritornando però a noi, a questi haiku ed altri versi montani, Bruna Barbieri Perin mi afferma che «gli haiku sono molto delicati per le bellissime immagini rese con un linguaggio appropriato e ricercato “arpeggi di ribes… infanzia assorta smemorata”, con associazioni di suoni e voci: pur nella brevità dei versi riesci a fissare il tutto».

E Giovanni Toffanin aggiunge: «ammirabile e invidiabile capacità di cogliere suoni-immagini-spunti ovunque dalla natura, per noi scontati e normali, per te occasione d’ispirazione poetica». E Antonella Cesari: «è bello come trovi ispirazione ovunque sei a contatto con la natura».

E allora aggiungo io: «Evviva anche l’haiku che nella sua essenzialità determina coinvolgimento e condivisione emotiva».

Questi brevi versi però sono anche contenitori di memorie, di gesti abituali già vissuti ora iterati. Quindi è vero che ogni immagine è una storia, una narrazione. Basta pensare alla raccolta del ribes, con Alex come protagonista, che è la sintesi di tutte le vendemmie nell’infanzia dei nostri figli, nipoti, nipotini e altri bambini del condominio impegnati nel catturare queste perline di vitamina C. E allora mi viene spontaneo ricordare questa poesia che avvalora quanto affermato.

Archivio fotografico Geapolis- foto di  Maria Luisa  e Massimo Toffanin 

RITI RINATI

Adesca bambini

rugoso ribes ridente

con il suo verde e rosso lucente

immobile nel mio candido spazio.

Offre vitamine a perline

promessa di nuovo vigore

a fantasia di piccoli predatori

di terza fioritura

impegnati nel prato dei padri

in mille giochi avventure

riti in loro rinati nuovi.

Tutto si scuote il ribes

s’allieta il cuore

alla danza del tempo devoto.

Ma a voi ultimi usciti dal nido

voli magri di ribes

solo memoria raccolta

in foto d’archivio!

Pra’ del Toro, agosto 2007

 

 (Maria Luisa Daniele  Toffanin)

Anche i garofanini cinesi racchiudono memorie di luoghi lontani raggiunti in età giovane, su su alla Malga Ciapela, in una vallata magica all’altezza di baita Dovich, in cui fiorivano spontanei questi splendidi fiori, ora qui nel mio prato. Sono il documento floreale del nostro furto perpetrato al bosco che certamente sarebbe stato condannato da Andrea da Soligo  che nel suo “Galateo del bosco” insegna l’urgente rispetto per l’habitat.

Ma questo mi porta memorie di altri fiori, di asclepiadi a lui da me donati che suscitarono il rimprovero del poeta Andrea Zanzotto per aver colto fiori proibiti. Ma ora dico la verità che in quel tempo lontano, noi abbiamo agito col cuore sperando di riprodurre davanti alla casa in mezzo al prato, un giardino simile a quello ad alta quota. I garofanini cinesi mi danno ragione perché da trent’anni continuano a fiorire felici con noi.

Rimane però altro e preoccupante il discorso sul paesaggio montano soggetto ora a continue mutazioni talora con effetti mortali. Basta pensare al disastro avvenuto sul ghiacciaio della Marmolada con perdita di vite umane. Ghiacciaio che per questo cambiamento climatico è tristemente destinato ad ridursi in poco tempo.

Ma lasciamo queste dolorose realtà che anche noi soffriamo in questo aumento vertiginoso delle temperature. Ma tornando ai miei haiku, più consolanti, ammetto di aver mutato dall’inizio ad ora molte espressioni perché “le parole nelle ore nei giorni camminano-mutano come nuove, inseguendo i battiti del cuore nei sentieri del pensiero”.

INTERSEZIONI/1 Scopriamo insieme la poesia bambina  (breve corso di haiku bambini) 

Nel corso dell’anno scolastico 2009/10, in collaborazione con l’Assessore alla Cultura Cristina Conardi del Comune di Torreglia, Maria Luisa Daniele Toffanin dell’Associazione Levi-Montalcini, ha realizzato il progetto Scopriamo insieme la poesia bambina (breve corso di haiku bambini) nelle classi prime e seconde della scuola primaria “Don Bosco” di Torreglia (Padova), supportata dalle insegnanti curricolari. Per saperne di più clicca qui

O MIA REGINA 

testo e audiolettura di Maria Luisa Toffanin 

 

Friabile

fragile

o mia Regina

frantumata dolomie

fatale sorte umana.

Crolla il mito-bellezza

d’immacolate nevi

ed eterni ghiacci trasparenti.

Chi salverà il mondo?

L’umana specie devastante

e vitali radici

e cerchi di perfetto equilibrio.

Un inatteso tuo provvido dono

o Madre Natura sempre a noi madre?

Se il fiore sfiorito appassito

da segreta antica nicchia

eguale nuovo s’infiora

è festa nel prato.

Fra erbe e fiori

infestante indifferenza

rinascono i poeti!

in petali fucsia accesi di sogni

lasciati cadere nel vento

insieme a semini garanti la specie.

 

Rocca Pietore, 19 luglio 2022

Archivio fotografico Geapolis- foto di Maria Luisa e Massimo Toffanin 

NON SI DICE MAI NO ALLA VITA

.

 

Non si dice mai no alla vita

 

se da un antico tronco d’abete

virgulta l’inatteso figlio

se nello stesso materno angolo

si erge fiero un larice acerbo

senza diniego per l’umile sorbo

fra rami spinosi di rosa di macchia

ancora bambina curiosa

al profumo segreto di fragola.

 

Non si dice mai no alla vita

 

neppure dopo il vortice pazzo

del Vaia e del coronato

se in un quadrato minimo di prato

s’affolla la sostanza vegetale tutta

di questa montana terra.

Frutto del caso-vento anemofilo

che giocoso con semi si trastulla?

Disegno dell’anima boschiva vegetale

per una convivenza armoniosa-alleanza

fra specie diverse

documento all’umana gente?

 

                                               Rocca Pietore, 24 agosto 2020

 

(Maria Luisa Daniele  Toffanin)

Archivio fotografico Geapolis- foto di Maria Luisa  e Massimo Toffanin 

SQUARCIO DI MERAVIGLIA IN SEQUENZA

Stretta in sé la valle Pettorina

chiusa nel silenzio del suo riserbo

confidente avvolgente il gran canyon

morbido di acque muschi e verdura

ora risucchiato in un vortice pazzo

ma aperta in squarcio di meraviglia

l’Ombretta là vibrilla diamantina

rugata d’argento

splendente nell’azzurro mattinale

coronato di bianche nuvole giocose

accarezzata da dense abetaie

ridenti nei declivi fra tiabià

e ospitali dimore resort

incanto di Sottoguda

soffocato il dolore per i Serrai ancora segreti.

Così nella vita un sorriso

può velare sottesi affanni.

Ma qui ora quasi tra le mani

una capinera sulla staccionata generazionale

rassicurante con la rosa di macchia

colma di attese vitamine racchiuse

in scrigni-coralli lucenti nel sole.

Promessa di bene di pace nel prato?

 

Rocca Pietore, 20 agosto 2020

 

(Maria Luisa Daniele  Toffanin)

Archivio fotografico Geapolis- foto di Maria Luisa e Massimo Toffanin 

Archivio fotografico Geapolis- foto di Maria Luisa  e Massimo Toffanin 

A PALUE OGGI COSÌ UNITA IN FESTA

Una mano di case strette

in trame affettuose di minute strade

accoccolate intorno alla fontana

rumore che non turba ma accompagna

voce del Creato devota sommessa

dilatata in echi di umane voci

lontane lontane intorno al lavatoio

con i panni come appoggiati ancora

sui legni ormai consunti.

Insieme intimo abitato

da altre voci vive

nuove presenze ristrutturanti

l’urbano paesaggio, ma

custodi fedeli della memoria

pure dei fienili scivolati lungo i declivi.

Dona pace nel tempo inquieto virale

la tavolozza di colori spalmati

dolcemente sul murales

quale segno di vita rinata

oggi in Palue così unita in festa.

Ascolta il torrente composto nel suo alveo

stupito contrito non vuole ricordare

l’urlo d’acqua e sassi esploso

in quella notte dissacrante.

Selvazzano, 27 settembre 2020

 

(Maria Luisa Daniele Toffanin)

POETICAMENTE ABITARE IL TERRITORIO/ INTERSEZIONI 2

PER ANDARE OLTRE…

L’AUTRICE

Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini. Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie. Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.

Ha pubblicato i seguenti volumi, pluripremiati: Dell’azzurro ed altro (1998, 2000), A Tindari (2000, 2001), Per colli e cieli insieme mia euganea terra (2002), Dell’amicizia-my red hair (2004, 2006), Iter ligure (2006), Fragmenta (2006), E ci sono angeli (2011), Appunti di mare (2012), L’attesa perlata di stelle e rugiada (2014), Segreti casentini ed oltre a primavera (2014), Florilegi femminili controvento (2015), Sottovoce a te madre (2015), Matteo e Gigetto il rospo di mare (racconto, 2016), Magia di attese (2016), Dal fuoco etneo alle acque polesane (2017), La casa in mezzo al prato (2018), Pionieri a San Domenico (2019), La stanza alta dell’attesa tra mito e storia (2019); insieme a Massimo Toffanin i romanzi storici I luoghi di Sebastiano (2015) e La grande storia in minute lettere (2018).

Ha curato Una Padova altra. La libreria Draghi: osservatorio di cultura (2012) e, con Mario Richter, la pubblicazione degli Atti del convegno da lei organizzato Il sacro e altro nella poesia di Andrea Zanzotto (2013).

Alla sua poesia sono stati dedicati numerosi scritti, tra i quali due monografie: Silvana Serafin, Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin e Mario Richter, La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin.

Per saperne di più http://www.literary.it/autori/dati/daniele_toffanin_maria_luisa/maria_luisa_daniele_toffanin.html 

Contatti: matoffa@alice.it