IL COLORE ROSSO: L’USO ESPLOSIVO DELLA SUA FORZA
IL COLORE ROSSO: L’USO ESPLOSIVO DELLA SUA FORZA
a cura di Luigi FONDI (scultore)
Tutti gli studi realizzati sui colori, dalla pittura Egizia, al trattato di Cennino Cennini (XIV/XV Sec.) fino ad arrivare ai nostri giorni, sono concordi nell’affermare che il colore rosso … “certamente impatta in maniera energetica sul nostro cervello perché è da considerarsi “eccitante” in quanto ci richiama alla mente le connotazioni del FUOCO, del SANGUE, delle PASSIONI e delle RIVOLUZIONI”.
Ma (come già affermato negli scritti precedenti) gli studi scientifici, pur basandosi su sperimentazioni pratiche, non sempre sono esaustivi di tutte le risonanze e delle qualità espressive che i colori (in questo caso il rosso) ci trasmettono.
Ancora non sappiamo il perché delle diverse impressioni che riceviamo nel percepire un dato colore. Esse, infatti, variano da individuo a individuo e, quasi sempre non soddisfano i bisogni di “godimento artistico” dell’esecutore dell’opera.
Le preferenze cromatiche stanno in probabile rapporto con importanti fattori culturali, sociali e individuali. Una delle difficoltà da superare nello studio della colorimetria è come argomentare la validità scientifica del perché un dato colore provoca emozioni e reazioni diverse secondo l’uso che ne viene fatto in un determinato contesto artistico generato dalla nostra Storia dell’Arte passata o presente.

Luigi Fondi, “A FRANCIS BACON per VELAZQUEZ e il suo INNOCENZO X”, (dettaglio) 2010- Olio, acrilico, piombo-stagno su tavola 140x110x4 cm.
Nelle 12 immagini che ho scelto di mostrare in questo contesto, ho usato il rosso omettendo i principi che gli studi scientifici e i maestri del passato mi hanno insegnato sulla scomposizione del colore.
Il rosso … l’uso esplosivo della sua forza espressiva in questi miei 12 lavori, dove la pittura si unisce alla scultura, è parte integrante di una mia personale ricerca interiore piuttosto che il risultato di uno studio ragionato a “tavolino”. Una reazione emotiva, un’esigenza estetica anticlassica vissuta intensamente ignorando tutte quelle regole compositive che i Maestri prima dei Fauves hanno sempre e comunque rispettato.

Luigi Fondi, 2019) “A BRUNO MUNARI”, 2019 – Tecnica mista su tavola 100×80 cm
Un omaggio a uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo (1907-1998). Lo sfondo rosso messo in risalto dal contorno azzurro contribuisce ad esaltare la sua dolce e pacata figura di: professore, inventore, autore, pittore,scultore, design e fotografo che ha cercato per tutta la sua vita un metodo sulla partecipazione attiva del bambino nella società, sullo sviluppo della sua creatività, sull’imparare giocando. Questo perché: “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”, amava dire citando un proverbio cinese). Ed è con Lui “artista con l’aureola rossa” che mi piace concludere questo mio contributo sul colore rosso.

Luigi Fondi, “IO NON PARLO, NON SENTO, NON VEDO”, 2016 -Trittico scolpito e dipinto con olio e acrilici usando legni di abete e tavole di multistrato marino … h.205x194x20 cm.
Il rosso “sbandierato” della tenda richiama la cravatta rossa dell’ “attore principale” che ostenta con arroganza esibizionistica il suo menefreghismo indifferente e senza vergogna di … “stare alla finestra”.

Luigi Fondi, “A FRANCIS BACON per VELAZQUEZ e il suo INNOCENZO X”, 2010- Olio, acrilico, piombo-stagno su tavola 140x110x4 cm.
Il rosso diventa … ossessione artistica. Attraverso i suoi studi su DIEGO VELAZQUEZ, Bacon l’artista “maledetto”, vuole dipingere il grido interiore del papa Innocenzo X per far emergere ciò che di vero nella sua travagliata vita resta nascosto nella società europea del XX secolo.

Luigi Fondi, “A BONNARD”, 2010 -Tecnica mista su tavole sovrapposte 150x123x5 cm.
Questo rosso “speranza” della giacca del grande artista, ci richiama all’attenzione della sua fragile e melanconica esistenza. Pierre Bonnard (1867-1947) pittore post impressionista Francese che in cuor suo sperava di … “arrivare di fronte ai giovani poeti del 2000 con ali di farfalla”.

Luigi Fondi, “FUGA DAL MEDIOEVO”, 2007 -Scultura realizzata con: peperino grigio (base) e legni di castagno, abete, ciliegio h. 180x120x35 cm.
In questo caso il rosso delle mani diventa aiuto, “calore protettivo”. Una protezione che accompagna il gatto (considerato amico del demonio) a fuggire dal rogo dell’ignoranza.

Luigi Fondi, “IL CAIMANO”, 19999- Materiali di recupero quali: legni di castagno, abete, tiglio su coperta imbottita rossa h. 80x250x180 cm.
Qui il rosso diventa l’installazione di una “ZONA ROSSA” … una zona pericolosa dove è meglio non avvicinarsi se non prendendo le necessarie misure di salvaguardia.

Luigi Fondi, RIFARE IL VERSO A OVERBEK, 1995 – Olio e pietra (peperino grigio) su tavola 120x100x5 cm
Il ritratto del pittore Franz Pforr eseguito dal Maestro Friedric Overbek del movimento artistico dei cosiddetti “NAZARENI”(un olio su tela di 62×47 cm. eseguito nel 1810 … diventa “RIFARE IL VERSO A OVERBEK”. Anche questo rosso è un rosso di denuncia. Appunti di viaggio scritti da J. W. Goethe a matita sul suo “quadernetto” durante uno dei tanti “GRAND TOUR” compiuti in Italia tra il 3 Settembre 1786 e il 18 Giugno 1788 … Parole che trascrivo con la vernice rossa ai lati dell’arco realizzato in pietra e applicato al dipinto … lato DX: “SOLO DANDO DA BERE AI GONZI E SPACCIANDO FANDONIE, INDULGENDO GIORNO PER GIORNO ALLE LORO DEBOLEZZE E RENDENDOLI PEGGIORI, SOLO ALLORA SI DIVENTA POPOLARI” … lato SX: “QUI C’E’ VITA E MOVIMENTO, MA NESSUN ORDINE E DISCIPLINA. OGNUNO PENSA SOLO A SE STESSO, E’ VANITOSO, DIFFIDA DEGLI ALTRI … E ANCHE I PADRONI DELLO STATO SI CURANO SOLO DEI LORO INTERESSI”.

Luigi Fondi, “RIFARE IL VERSO A INGRES”, 1990 – Olio e pietra rossa (peperino) su tela 150x100x5 cm.
Il rosso passionale nel ritratto di Madame Aymon di Dominique Ingres, diventa sberleffo anticlassico che fa la linguaccia all’arte museale, quella per pochi addetti ai lavori, con spazi poco frequentati o destinati a ragionare solo attraverso le logiche del mercato turistico. QUESTO ROSSO E’ UN MANIFESTO DI DENUNCIA, E’ LA RICHIESTA DI NUOVI METODI TECNICI, EDUCATIVI E DIDATTICI PER FAR CONOSCERE, APPREZZARE, CONSERVARE E VALORIZZARE IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE E ARTISTICO soprattutto ALLE GIOVANI GENERAZIONI.

Luigi Fondi, “MATTANZA”, 1987 – Scultura in peperino grigio, marmo Trani, onice dell’Amiata h.153x90x25 cm.
Quel poco di rosso sulla povera foca, sottolinea l’inumana crudeltà e ferocia contro altri esseri viventi diversi da noi.

Luigi Fondi, 1981) “L’ULTIMO SCALPELLINO”, 1981 – Olio su tela 198×150 cm.
Il panno rosso ripiegato sul ginocchio destro dello scalpellino, è la sintesi della resa“nobile” e onorevole di un lavoro altamente qualificante e rappresentativo di un mondo che ormai non c’è più.

Luigi Fondi, “IL NIDO”, 1981- Olio su tavola 108×88 cm.
Il rosso ci avvolge nel dramma rappresentativo della scena.

Luigi Fondi, “IL COMPROMESSO STORICO” 1978 -Tecnica mista su cartone telato 100×70 cm.
L’uso del rosso, un po’ “annacquato” con il giallo, ha rafforzato in me l’idea … mentre stavo realizzando il “manifesto”, che i compromessi spesso sono necessari per un pluralismo democratico che crea armonia, ma anche molta inquietudine.
FOCUS. I COLORI NELLA SCULTURA