Con Maria Luisa Daniele Toffanin… “l’indicibile obiettivo”

.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI 

SETTEMBRE … NEL SILENZIO IL SAPORE DELL’ASSENZA E  IL PROFUMO DELLA  PRESENZA 

MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN condivide con gli web-users di Geapolis le pagine di settembre del suo taccuino. Occasione propizia per scoprire  il linguaggio poetico dell’arte fotografica di  ALESSANDRO SARNO.

Scriveva Cicerone che “L’amicizia racchiude in sé moltissimi e grandissimi vantaggi; ma ce n’è uno che senza dubbio li supera tutti: essa irradia nell’avvenire la luce di liete speranze e non permette che l’animo si fiacchi e cada a terra”. Leggendo il contributo di Maria Luisa sembra proprio che l’incontro casuale tra la poetessa il fotografo porti in sé il profumo e il gusto di qualcosa di antico e di nuovo. FOTOgrafie e SGUARDI diVERSI dove, in un video, L’OBIETTIVO FOTOGRAFICO diventa indicibile OBIETTIVO  CONDIVISO.

IL CONDOMINIO 

INCONTRI UMANI. CON ALESSANDRO SARNO LA FOTOGRAFIA SI FA POESIA (seconda parte)

testi e audioletture di Maria Luisa Daniele Toffanin 

`{`…`}` Si può ben pensare come l’arrivo di questa macchina, inattesa, la discesa di questo giovane che di corsa con sicurezza, come ad un indirizzo noto, suona il campanello del nostro appartamento, abbia creato turbativa nel condominio soprattutto al piano terra.`{`…`}` Lui mi racconta di fare il fotografo. `{`…`}`Un incontro veloce che per me è stato eccezionale: mi ha stupita e gratificata. `{`…`}`La notizia ha percorso il condominio e si è propagata. Basta poco far scuotere quell’oasi di tranquillità e indifferenza `{`…`}`

Entrare nel Pra’ del Toro, che circonda il nostro condominio a Boscoverde, è come superare le colonne d’Ercole, penetrando nella sacra intimità di un luogo privato. Cosa più avvertita ora, dopo il Vaia, ché è stato strappato via dalla corrente il ponte sul torrente, collegato alla strada nazionale, da tanti turisti raggiunto attraverso il nostro prato.

Si può ben pensare come l’arrivo di questa macchina, inattesa, la discesa di questo giovane che di corsa con sicurezza, come ad un indirizzo noto, suona il campanello del nostro appartamento, abbia creato turbativa nel condominio soprattutto al piano terra. Teresa lo vede, non sa chi sia, ma lui è già entrato in casa dato che Massimo gli ha aperto la porta. Teresa, nella sua apprensione, chiude il portone fuori perché nessuno entri ma lui è già dentro e sta spiegando le motivazioni del suo arrivo in casa. A Sottoguda, la settimana precedente, nel negozio dove vendono lo speck migliore, secondo lui, aveva visto il libro “La casa in mezzo al prato in Boscoverde di Rocca Pietore”. Gli era piaciuta la copertina e l’aveva acquistato. Aveva cominciato a leggerlo durante il week end ritornando nei luoghi in cui veniva bambino a sciare col padre.

Questo emerge dal suo vivace racconto e, continuando la lettura del libro, in questo altro week end voleva conoscere il volto, sentire la voce di chi, a suo dire, aveva scritto versi così vibranti e per lui emozionanti. Io, impreparata e imbarazzata a questo incontro, mi rallegro che la sua curiosità lo abbia sollecitato a raggiungermi chiedendo informazioni al negozio dello speck, dove anzi gli hanno offerto un altro mio libro, “La stanza alta dell’attesa tra mito e storia”, da lui subito acquistato, informazioni confermate al Montanara dove ha pranzato ricordando questi luoghi già frequentati. Ovviamente io gli racconto che la mia poesia, al dire di alcuni non facile, è gradita da molti come il mio dottor Tardia, l’amica Milvia, Silvana Serafin del CILM di Udine e vari critici come Nazario Pardini, perfino Zanzotto, che affermano di vedere davanti ai loro occhi tutto quello che scrivo e oltre. E con entusiasmo accolgo le sue riflessioni, desiderando però capire da dove derivassero tanta sensibilità e attenzione alla parola, in questo particolare momento, non sempre apprezzata dai più.

Lui mi racconta di fare il fotografo. Ma altro non rivela se non dopo, quando consegna a Massimo, che lo accompagna alla macchina, uno stupendo libro, “Cat Island”, come dono per noi. Saluta poi perché deve ritornare a Montebelluna dove vive. Un incontro veloce che per me è stato eccezionale: mi ha stupita e gratificata.

Divertente è che, quando è uscito dal nostro appartamento, si è trovato il portone del condominio chiuso a chiave: “Ah benon, mi hanno chiuso dentro” ha esclamato.

Opera della Teresa che pensava appunto di difendersi dallo straniero e che poi incuriosita ha voluto sapere tutto. Quindi è ovvio, cerchiamo notizie in internet, dopo questa visita e aver aperto il libro da tavolino, e scopriamo inedite novità e seguiamo Alessandro Sarno, questo il nome del nostro visitatore, in luoghi lontani come poi dirò nella recensione al poema fotografico inserito in Geapolis.

La notizia ha percorso il condominio e si è propagata. Basta poco far scuotere quell’oasi di tranquillità e indifferenza. E così si conclude questo incontro a cui do un grande spessore perché da ogni incontro possono nascere inattesi eventi.

(nella sezione FOTOGRAFIA, prossimamente on line l’intervista al fotografo Alessandro Sarno  a cura di Maria Luisa Daniele Toffanin) 

L’OBIETTIVO FOTOGRAFICO E L’INDICIBILE OBIETTIVO IN UN VIDEO

FOTOgrafie  e SGUARDI diVERSI.  Il profumo e il gusto  di qualcosa di antico e di nuovo

IL TACCUINO POETICO DI MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN

testi e audiolettura  di Maria Luisa Daniele Toffanin- foto di  Alessandro Sarno

DA UN MAGICO VIDEO

                                      di Alessandro Sarno

E se il suono della campana

a mezzodì sciolta nel vento

incontra l’acqua dell’antica fontana

e tutta la percorre in un fremito di luce

stato di grazia per cieli alberi monti

specchiati nell’acquario di memorie

è come se un altro big bang

svelasse l’alba di un nuovo mondo

insieme innocente di bellezza e trasparenza

per sacri suoni visioni oltre l’umano

tutti riflessi in un fremito d’acqua-luce

accordi di una musica divina

attimo d’eterno colto al lavatoio paesano.

                                      2 settembre 2022

Questa visione montana, segnata da una strada in mezzo a un prato verde chiaro, a un bosco verde più cupo nell’azzurro del cielo, mi evoca memorie, suoni che si fanno voce.

Alla cromatica armonia/mi risuona dentro ora una canzone/ cantata da mia mamma nel tempo giovane/ “vieni c’è una strada nel bosco/ il cui nome conosco…/ è la strada del cuore/dove nasce l’amore/che non muore mai più”./Ed improvviso vivi quasi a me vicini/mio padre mia madre insieme/ per questa strada nella speranza/ del verde prato dopo il conflitto mondiale./Camminano camminano/all’ombra sicura del bosco/ con fiducia nel cielo garante sempre/sereni arditi nel coraggio di sconfinare/anche oltre l’aspra montagna in fondo/possente immagine d’eternità/rassicurante forza del loro amore/nutrito dalla immortale quotidiana speranza/nell’abbandono alla benefica fede/ vigile pure all’altrui benessere./Beato stato il loro!/ d’intesa con sé e l’universa gente/raccolta nell’armonia dei montani colori./ (Settembre 2022)

Lo sguardo poetico e fotografico di Alessandro Sarno  https://www.thelonesomephotographer.com/beauty-of-nature

The Spirit of a People   lo sguardo poetico e fotografico di Alessandro Sarno- https://www.thelonesomephotographer.com/ 

PER ANDARE OLTRE…

L’AUTRICE

Maria Luisa Daniele Toffanin poetessa e scrittrice padovana, promuove corsi di scrittura, iniziative culturali quali il concorso di poesia e disegno Mia euganea terra e progetti di sostegno al disagio scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini. Collabora con ‘Oltreoceano-CILM’ dell’Università di Udine e con alcune riviste letterarie. Organizza gli incontri letterari mensili, documentati nei relativi quaderni, del Cenacolo di Poesia di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”, ideato con l’abate padre Norberto Villa.

Ha pubblicato i seguenti volumi, pluripremiati: Dell’azzurro ed altro (1998, 2000), A Tindari (2000, 2001), Per colli e cieli insieme mia euganea terra (2002), Dell’amicizia-my red hair (2004, 2006), Iter ligure (2006), Fragmenta (2006), E ci sono angeli (2011), Appunti di mare (2012), L’attesa perlata di stelle e rugiada (2014), Segreti casentini ed oltre a primavera (2014), Florilegi femminili controvento (2015), Sottovoce a te madre (2015), Matteo e Gigetto il rospo di mare (racconto, 2016), Magia di attese (2016), Dal fuoco etneo alle acque polesane (2017), La casa in mezzo al prato (2018), Pionieri a San Domenico (2019), La stanza alta dell’attesa tra mito e storia (2019); insieme a Massimo Toffanin i romanzi storici I luoghi di Sebastiano (2015) e La grande storia in minute lettere (2018).

Ha curato Una Padova altra. La libreria Draghi: osservatorio di cultura (2012) e, con Mario Richter, la pubblicazione degli Atti del convegno da lei organizzato Il sacro e altro nella poesia di Andrea Zanzotto (2013).

Alla sua poesia sono stati dedicati numerosi scritti, tra i quali due monografie: Silvana Serafin, Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin e Mario Richter, La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin.

Per saperne di più http://www.literary.it/autori/dati/daniele_toffanin_maria_luisa/maria_luisa_daniele_toffanin.html 

Contatti: matoffa@alice.it