“Fin dall’antichità l’impulso esplicito o implicito di lievitare il prossimo è stato sempre presente nel cuore e nella mente dell’artista. Sanna, Fondi, Crucili non potevano sottrarsi a questa legge e consci della forza del loro talento se ne sono caricati la coscienza. Così l’ambizione di Sanna di servirsi di vecchie imposte perché si prestino ad una riflessione sulla caducità e il tempo che scorre senza commozione, questa ambizione colpisce al cuore. E Fondi dal grande mestiere di tagliatore di pietre, contemporaneo nello spirito di artista innamorato delle forme, nel suo segreto sogno attende un ritorno all’amore della bellezza non effimera. Infine, ma non ultimo, Crucili che scompone e ricompone. Egli con le sue tele non poteva dare una lezione più efficace contro quella frammentazione che ci ammanta quotidianamente. Gli Scolastici nel Medioevo sostenevano, e a ragione, che il pensiero si forma dopo che l’immagine è passata per gli occhi. I nostri tre amici, lo conoscevano questo concetto? CERTAMENTE LO VIVONO. Per questo si sono prefissi di dare risultato del loro lavoro al proprio tempo con la specificità di un distinto linguaggio, ma sempre e comunque proteso nell’attualità della storia”. (Tito Amodei, dal Catalogo per la Mostra INCONTRIAMO IL NOSTRO TEMPO CON TITO” svoltasi alle Scuderie del Palazzo Chigi Albani)