Il taccuino poetico di Giuseppe Bellucci

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Giuseppe Bellucci è nato a Blera (VT) nel 1950. È stato ufficiale superio­re dell’Arma dei Carabinieri. È cavaliere al merito della Repubblica. Col­labora con giornali on line e riviste periodiche con articoli e illustrazioni.

PITTORE E DISEGNATORE AUTODIDATTA, in passato ha allestito mostre e conse­guito premi. Nel 2017 ha pubblicato, per Edizioni Archeoares “Da Cellere a Capalbio”, un poemetto in ottava rima sulla vita di Domenico Tiburzi, il più celebre brigante maremmano, ricostruita attraverso gli atti d’archivio. Ha inoltre curato per la stessa casa editrice il volume di Adolfo Rossi “Nel Regno di Tiburzi”.

Giuseppe BELLUCCI come “artista figurativo autodidatta,  interpreta la realtà che lo circonda con uno stile asciutto, istintivo ed efficace. Le sue immagini pittoriche si caratterizzano per l’intensità dell’espressione cromatica, elaborata con accorto dosaggio delle tonalità e delle luci. Coglie con attenzione l’intensa carica espressiva che promana dai soggetti, analizzati negli ambiti diversi che sollecitano la sua ispirazione. Innesta nella sua pittura le emozioni dell’animo, le proiezioni della fantasia, l’anelito di una viva spiritualità, in una sintesi evocativa non priva di lirici slanci, privilegiando una dimensione comunicativa, ove la percezione reale si raccorda ai fenomeni interiori”. (S. Perdicaro su L’Elite-Selezione dell’Arte Italiana, 1992)

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IL TACCUINO POETICO DI GIUSEPPE BELLUCCI
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